Tutto per il profitto

Naomi Klein, No Logo A partire dagli anni Cinquanta, Shell Nigeria ha estratto una quantità di petrolio pari a 30 milioni di dollari dalle terre della popolazioni Ogoni, nell’area del delta del Niger. L’80% dell’economia nigeriana si basa sui profitti derivanti dal petrolio, che ammontano a 10 miliardi di dollari l’anno e circa la metà delle entrate provengono dalla Shell. La popolazione Ogoni non solo è stata privata dei profitti derivanti dalle ricche risorse naturali delle sue terre, ma vive ancora in gran parte senza elettricità e acqua corrente e sia il terreno sia l’acqua sono stati inquinati da oleodotti aperti, fuoriuscite di petrolio e combustione di gas.

Guidato dallo scrittore candidato al Premio Nobel per la Pace Ken Saro-Wiwa, il Movement for the Survival of the Ogoni People - Mosop (Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni) iniziò a manifestare per ottenere delle riforme e chiese un risarcimento alla Shell. Per fa sì che i profitti derivanti dal petrolio continuassero ad affluire indisturbati nei forzieri del governo, il generale Sani Abacha diede ordine all’esercito nigeriano di attaccare gli Ogoni. I soldati torturarono e uccisero migliaia di persone. Gli Ogoni incolparono Abacha e accusarono anche la Shell di utilizzare l’esercito nigeriano come una sorta di polizia privata, pagata per reprimere le rivolte pacifiche degli Ogoni, e di sostenere il regime di Abacha legittimandolo con il loro appoggio economico.

Di fronte alle crescenti proteste in Nigeria, nel 1993 la Shell decise di abbandonare i territori Ogoni, mossa che spinse l’esercito nigeriano a intervenire per schiacciare definitivamente gli Ogoni. Un memo trapelato dal capitano del gruppo Rivers State Internal Security Force dell’esercito nigeriano è piuttosto esplicito in proposito: “Operazioni Shell ancora impossibili in mancanza di uno spietato intervento militare che consenta un’agevole ripresa dell’attività commerciale… Raccomandazioni: Azioni di distruzione durante Mosop e altri raduni che giustificano la presenza dell’esercito. Eliminare gli obiettivi in tutte le comunità e a ogni livello di potere, in particolare i soggetti più attivi all’interno dei vari gruppi”.

Il 10 maggio 1994, cinque giorni dopo aver appreso del memo, Ken Saro-Wiwa dichiarò: “La situazione è questa. L’esercito nigeriano sta per arrestarci e giustiziarci. E tutto per colpa della Shell”. Dodici giorni dopo fu effettivamente arrestato e processato per omicidio. Prima che gli venisse comunicata la sentenza, Saro-Wiwa si rivolse alla corte dicendo: “Io e i miei compagni non siamo i soli sotto processo. Anche la Shell è uno degli imputati… L’azienda è riuscita a sottrarsi a questo processo ma verrà di certo anche per lei il giorno del giudizio”. Poi, il 10 novembre 1995, […] il regime militare nigeriano procedette all’esecuzione di Saro-Wiwa e di otto altri leader Ogoni che avevano manifestato contro la Shell.

(Naomi Klein, No Logo, 2000)

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