Il codice Radiohead
Pare che i Radiohead abbiano deciso di abbandonare la strada del rilascio su internet dei loro album. Francamente non seguo i Radiohead, quindi non so se l’iniziativa abbia avuto successo economico o meno. La cosa interessante è che anche la band più illuminata fatica a scrollarsi di dosso le vecchie mentalità.
Pare che l’abbiano capito davvero in pochi, ma quando pubblichi qualcosa su internet ciò diventa automaticamente di pubblico dominio. Il punto non è se questo sia legale o meno, ma che le cose vadano esattamente così. Internet azzera l’economia della scarsità. Non si può vendere all’infinito niente che sia immateriale.
Mettere in download un album chiedendo un’offerta libera va bene, purché non ci si aspetti niente. L’album in circolazione su internet significa solo pubblicità, enorme, capillare, a costo zero, senza costi di distribuzione. I soldi vanno guadagnati in altro modo, di sicuro non vendendo pezzi di plastica a 30 euro.
Non è una scelta, è semplicemente l’inevitabile. Non puoi processare o esigere risarcimenti da milioni di persone: è come voler fermare un fiume in piena con le mani.




Dicembre 20th, 2007 at 11:21 am
Io credo che dovremo arrivare a boicottaggi su ampia scala, organizzati o spontanei, prima che discografici e produttori cinematografici inizino a rassegnarsi al fatto che non hanno più il coltello dalla parte del manico e che il diritto alla copia artigianale/non commerciale è ben diverso dal diritto alla copia industriale/commerciale. E credo che ci arriveremo inevitabilmente. Anche il consumatore più ottuso, a forza di sentirsi dare del ladro e di vedersi legalmente perseguito grazie ai soldi che lui stesso sborsa, dovrà presto o tardi rendersi conto che ci sono altri tipi di intrattenimento e altri veicoli culturali meno liberticidi.