Le dittature (degli altri)

I media internazionali stanno diffondendo la notizia secondo la quale uno studente cubano critico verso il governo sarebbe stato imprigionato. Sembra invece che lo studente in questione sia libero e anzi continui a sostenere le sue posizioni anche in interventi televisivi. Ma la cosa comica è un’altra.

Cuba è dipinta da tutti come una dittatura terribile e sanguinaria, liberticida e pericolosa. Io non so se questo risponda o meno al vero, non sono mai stato a Cuba e confesso di essermene sempre occupato superficialmente. Comunque fra le accuse dello studente verso il proprio governo c’è la critica alle liste bloccate per le prossime elezioni. Vi ricorda qualcosa? Esatto, succede la stessa cosa anche in Italia!

Le cose sono due: o Cuba è un paese democratico, oppure in Italia c’è una dittatura analoga a quella cubana. Ma si sa, viviamo in una sana e forte democrazia. Le dittature sono sempre quelle degli altri.

[via Gennaro Carotenuto]

Segnala questo post:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • OKNOtizie
  • Reddit (italiano)
  • del.icio.us
  • Segnalo

One Response to “Le dittature (degli altri)”

  1. Pablo Says:

    LA democrazia è in fondo una forma di dittatura: il problema di qualsiasi forma di potere è la propria legittimità. Un tempo la legittimità derivava dalla tradizione, o dalla religione, oppure in modo esplicito, dalla forza. Quando la borghesia prese il potere (rivoluzione francese e americana) non poteva più usare le vecchie forme di legittimità, e allora prese ad esempio la democrazia ateniese, un esperimento risalente a più di duemila anni prima. La democrazia avrebbe dovuto significare “eguaglianza, libertà e fraternità”
    qaunto di queste parole trovino riscontro nelle “democrazie attuali” lascio ad altri dire.
    In ogni caso la borghesia tenne per sè la libertà che, a parole , voleva portare a tutti. Una delle prime leggi fatte dai rivoluzionari borghesi fu diretta contro le associazioni operaie.
    Il diritto di voto, che oggi è considerato l’alfa e l’omega della democrazia, fu riservato per almeno un secolo alle sole classi abbienti, e tra di queste agli uomini adulti. d’altro canto la democrazia ateniese era classista e maschilista. esistevano gli schiavi e le donne avevano un ruolo meramente riproduttivo.
    E con ferocia che la borghesia si oppose alla richiesta delle classi popolari, basti pensare alla comune di Parigi esempio di democrazia diretta, repressa con 40.000 morti.
    Solo nel 1948 si è arrivati al suffragio popolare in Italia, in mezzo dittature fasciste e militari, che sono durate fino a metà anni 70 in portogallo e Spagna.
    Oggi però al posto di puntare sulla repressione poliziesca si punta sul consumismo e sullo svuotamento delle forme democratiche. i partiti rappresentano ormai solo il punto di vista di una classe, quella stessa classe che ha sempre impedito lo sviluppo di una democrazia reale ovvero la realizzazione del programma “uguaglianza, libertò e fraternità”.
    LE liste bloccate ma anche sistemi some quello maggioritario ( in voga in USA e UK, guarda caso i due paesi più imperialisti nella storia) corrispondono a questo tipo di esigenza.
    In quanto a Cuba, si tratta di una rivoluzione nazionalista e terzomondista che è difficile comprendere per chi abita in paesi ricchi (di soldi ma poveri di altro) come quello in cui abitiamo.
    Ci sono molte storture a Cuba ma se vai a vedere è il paese dove si vive più a lungo in tutta l’america latina.
    Sarà un caso?
    L’unica vera colpa di Cuba è che non si rassegna al dominio americano.
    E’ come un dito cacciato nell’occhio dell’IMpero.

Leave a Reply

This is a captcha-picture. It is used to prevent mass-access by robots. (see: www.captcha.net)

You must read and type the 5 chars within 0..9 and A..F, and submit the form.

  

Oh no, I cannot read this. Please, generate a