Un’analisi meno lucida
Tante chiacchiere post-elettorali, ma i freddi numeri dicono che i grandi sconfitti sono i grandi partiti. Berlusconi puntava alla maggioranza assoluta per disfarsi della Lega. Invece non solo avrà bisogno di Bossi, ma anche di Casini, cacciato con ignominia solo poco tempo fa. Addio sogno napoleonico. Non ride nemmeno il PD, fermo al 26%, probabilmente il suo bacino di voti reale e definitivo. Il PD della “vocazione maggioritaria” è fermo a metà del guado, né carne né pesce. Un corpo estraneo a sinistra, dove non ha alleati naturali. Dovrà per forza imbarcare l’IDV, seppur obtorto collo, da cui si era allontanato pochi mesi fa. E’ probabile che i lungimiranti leader democratici ritentino la fortunata operazione “sinistra radicale” (cioè prendergli i voti e metterli zitti nell’angolino), ma con Di Pietro non sarà altrettanto facile. Né in ogni caso sufficiente per insidiare l’attuale maggioranza. E non ci sono altre alleanze credibili all’orizzonte.



