Archive for the 'Beppe Grillo' Category

Comunicazione politica e internet

Sabato, Agosto 16th, 2008

Se c’è un politico che ha capito come usare i nuovi mezzi di comunicazione questi non può essere che Antonio Di Pietro. Evidentemente escluso dalla (dis)informazione di regime, all’opposizione dell’opposizione (che in realtà è dalla stessa parte della maggioranza), l’unica speranza di comunicare per Antonio Di Pietro è internet. E la usa bene.

Il modello è chiaramente ispirato all’esperienza web di Beppe Grillo, che infatti ha saputo usare il mezzo in modo eccellente. I modelli vanno saputi scegliere. Di Pietro scrive quotidianamente, spesso forse anche in prima persona, e tratta sempre problemi di stretta attualità politica, problemi reali, che interessano ai suoi elettori ed ai cittadini in generale; a differenza di tutti i suoi colleghi, che usano internet tanto per esserci e parlano di “partite a tennis con Ermete” invece dei problemi di loro competenza.

Tifo per Di Pietro, perché un suo successo politico può finalmente segnare una nuova strada nella comunicazione fra politici e cittadini. Perché non se ne può più di questa nuova nobiltà che parla a noi sudditi solo con la protezione della tv che fa muro davanti a loro.

Paradossi

Venerdì, Maggio 2nd, 2008

Il Giornale di Berlusconi attacca Beppe Grillo perché guadagnerebbe facendo politica.

Adesso ci manca solo che Berlusconi dica che la politica deve stare fuori dal calcio e poi le abbiamo sentite tutte.

Vado

Venerdì, Aprile 25th, 2008

Esco di casa per andare a firmare a favore dei tre referendum del V2-Day per un’informazione libera. Esco di casa perché Napolitano ha detto alla federazione degli editori che “la stampa deve resistere al web“. Ci vogliono a casa, da soli, a guardare le loro tv. E allora esco di casa e vado a cercare l’aggregazione.

La mia sul V-Day

Mercoledì, Settembre 12th, 2007

V-Day Le TV nazionali lo hanno ignorato, i grandi quotidiani ne hanno dato una versione stravolta. Al contrario tutti i blog hanno parlato in questi giorni del V-Day di Beppe Grillo, anche criticandolo con impeccabili ragionamenti politici come Gennaro Carotenuto, o mancando un po’ il punto come forse Mantellini. L’aspetto curioso è che più o meno tutti in fondo sono d’accordo con Grillo, ma sembra quasi che dichiararsi apertamente suo estimatore sia una cosa da allocchi, come quelli che guardano “Porta a Porta” o “Matrix”: un po’ di puzza sotto il naso, un atteggiamento snob.

Io invece voglio dirlo chiaramente: sono d’accordo al 100% con Beppe Grillo, sono un suo totale estimatore, anche con il suo populismo e il suo qualunquismo. Perché? Fondamentalmente per due motivi. Il primo è che i suoi argomenti sono sacrosanti e quelle cose le abbiamo pensate un po’ tutti anche prima che le dicesse lui. Ma è il secondo aspetto che mi interessa di più.

Dicono che il V-Day ha abbia avuto un enorme successo in termini di partecipazione. Senza TV. Senza giornali. Solo con la rete internet, il web, i blog, il passaparola telematico. Giulietto Chiesa per esempio è uno che non crede affatto nella rete: per mobilitare le masse ci vogliono le televisioni - sostiene -, quindi il primo passo verso qualsiasi cambiamento radicale è conquistarne una per parlare a queste masse. Ebbene, Beppe Grillo e il V-Day hanno dimostrato che la rete mobilita, raggiunge le persone, le chiama a raccolta. Non più numeri, ma facce. D’altra parte una cosa è certa: l’audiance di un sito web è una misurazione molto più accurata e reale di un qualsiasi numero presunto sparato dall’Auditel per le trasmissioni televisive. E i numeri, quelli veri, dicono da qualche anno che il blog di Beppe Grillo è uno dei più visitati del mondo.

Grillo raggiunge le masse. Le accuse più o meno velate di qualunquismo e populismo lasciano il tempo che trovano. Come raggiungere queste masse se si parla in modo troppo sofisticato? Si vogliono raggiungere (almeno lontanamente) i numeri della TV o no? E allora si deve parlare “alla pancia” della gente un po’ come Berlusconi, Bossi o Veltroni. Beppe Grillo almeno parla alla pancia senza rincoglionire mentendo, quanto piuttosto informando e suscitando indignazione, con un linguaggio schietto, semplice e diretto: adatto a raggiungere le masse, appunto. Troppe velleità culturali, troppi sofismi, troppi toni elitari non sono adatti a questo scopo.

Il protagonista dice che non entrerà mai in politica. Gli credo. Non è questo il suo obiettivo, ma mobilitare le masse attraverso un canale ancora libero come internet bypassando il blocco dei media tradizionali. Ha dimostrato che si può fare. Lui è un comico, ha saputo prendere slancio dalla sua popolarità precedente alla rete e ha fatto in modo brillante il primo passo in questa direzione. Sarebbe ora che gli Intellettuali con la I maiuscola, come Giulietto Chiesa (che stimo infinitamente), lasciassero perdere l’irraggiungibile TV e si adoperassero per parlare insieme a Grillo attraverso il canale internet, dando forma più compiuta a questo movimento in cui si riconoscono milioni di persone. Il comico ha aperto la strada, gli intellettuali ne raccolgano il testimone.