Archive for the 'Censura' Category

Il nemico comune

Lunedì, Novembre 17th, 2008

La finzione democratica scricchiola ogni giorno di più. Tutti gli sforzi per costruire alla televisione una realtà virtuale in cui si contrappongono due schieramenti con valori e programmi opposti svanisce pronunciando un nome: Ricardo Franco Levi. Era lui ieri il consulente di Prodi per la legge ammazza-internet, è lui oggi il consulente di Berlusconi che presenta praticamente la stessa legge. Gli schieramente opposti, con valori e programmi diversi hanno in comune lo stesso nemico: internet.

Il 13 aprile è stata messa in scena una grande cerimonia di legittimazione del potere costituito. Lo stesso che governava il 12 aprile, lo stesso che continuerà a governare finché pensiamo di scegliere davvero.

La rete dell’orrore

Giovedì, Luglio 3rd, 2008

Basta osservare in maniera un po’ più complessiva le notizie che riguardano la rete per rendersi conto del fatto che, come è successo con l’ondata di notizie sulla criminalità straniera e l’immondizia di Napoli per vincere le elezioni, è in atto una sorta di lavaggio del cervello dell’opinione pubblica su ciò che è internet.

Gli aspetti sociali della rete sono continuamente distorti e demonizzati agli occhi del telespettatore medio e medio lettore di quotidiani. Per la mamma internet è un covo di adescatori di minori e pericoloso luogo dove ci si può facilmente drogare (!), facendo finta di non sapere che la maggior parte delle molestie sessuali avvengono in famiglia e che le droghe vere si trovano all’uscita di scuola. Per il benpensante cattolico internet è fonte di pornografia e perversione - da vietare ovviamente -, fermo restando che nell’edicola sotto casa si può trovare di tutto e poppe, culi e quant’altro fanno bella mostra di sé nei manifesti dei calendari prodotti dalle maggiori case editrici, per non parlare delle tv di Stato o assimilate. Per l’elettore/militante di questo o quel partito politico internet è la zona franca di esagitati, sovversivi, terroristi e chi più ne ha più ne metta (ovviamente tutta gente che non la pensa come loro).

Insomma, per ciascuna tipologia di pubblico i media riescono a confezionare una demonizzazione di internet. Non è infrequente imbattersi in persone che di rete ovviamente non sanno un tubo, ma ti ripetono pari pari le pappardelle ascoltate in televisione, convinte che internet non possa essere una zona franca dove le leggi non valgano e assolutamente persuase che ogni limite all’accesso, ogni paletto alla libertà, ogni cavillo burocratico sia cosa buona e giusta.

Vorrei poter dire alle mamme preoccupate che l’unica cosa che otterranno per i loro figli dalla censura di internet è meno apertura mentale, meno accesso alla conoscenza, meno informazione, meno possibilità di scelta: in una parola, schiavitù. Sarebbe meglio per loro se vigilassero sul bombardamento mediatico a cui sono sottoposti i loro figli dai canali ritenuti “sicuri”: basta fermarsi un pomeriggio a guardare i cartoni animati sulle reti di quelli che vorrebbero chiudere internet.

Giochi di prestigio

Lunedì, Giugno 16th, 2008

Il prestigiatore

Come riuscire in un solo colpo a fare una legge che soddisfi la parte più ipocrita dell’elettorato cattolico (che ti vota) e contemporaneamente favorisca una delle industrie meno “cattoliche” in assoluto (che ti paga)?

Ce lo mostra il senatore del Popolo delle Libertà Alessio Butti. Un suo disegno di legge proibisce e sanziona la pubblicazione di materiale pornografico, però solo su internet. Applausi dei moralisti per la “pulizia delle coscienze” e applausi dei soliti editori tradizionali per il monopolio del porno testé consegnatogli.

Ricorsi storici

Mercoledì, Maggio 14th, 2008

E’ successo raramente nel Parlamento italiano che la facoltà di parola di un deputato dipendesse da quello che dice. L’ultima volta era il 1924.

Il 30 maggio 1924 Matteotti prese la parola alla camera per contestare i risultati delle elezioni tenutesi il precedente 6 aprile. Mentre dai banchi fascisti si levavano urla e risate, Matteotti incalzava con un discorso che sarebbe rimasto famoso […] (citazione da Wikipedia, il grassetto è mio)

Delitti e decreti

Lunedì, Ottobre 22nd, 2007

E’ incredibile la pioggia di “prese di posizione” postume dei politici riguardo al decreto uccidi-internet della premiata ditta Levi-Prodi. Di Pietro che dice no, Gentiloni che si “assume la responsabilità” di non aver controllato e tutti concordi con il fatto che il decreto non s’ha da attuare. Eppure l’avevano votato tutti solo pochi giorni fa.

Un errore quindi? Una svista in buonafede? La solita crassa ignoranza tipica del legislatore italico? Difficile a credersi. A pensar male di potrebbe dire che Mastella, Rutelli e tutti i politici messi in grave difficoltà negli ultimi tempi attraverso il mezzo internet abbiano fatto un rozzo tentativo di togliersi il pungolo dal sedere, bollati ancora una volta dal cyber-cittadino e dal buonsenso. E la vicenda De Magistris con il lieto fine ceppalonico si colloca perfettamente nel quadro.

Ci hanno provato. Ci provano. Ci riproveranno. Si deve stare sempre in campana.

Censura inversa

Martedì, Ottobre 9th, 2007

Conoscevo l’esistenza del blog satirico Mastella ti odio, ma non avevo mai avvertito la curiosità di visitarlo. Almeno fino a quando il Ministro della Giustizia, protagonista della satira, non ha tentato di censurarlo. Così ho iniziato a leggerlo e lo ritengo davvero interessante!

Funziona così la rete: più cerchi di censurare e più il bersaglio guadagna una visibilità che prima nemmeno si sarebbe sognato; e se riesci a chiudere un sito ecco che ne spuntano altri 10 del tutto simili. E’ per questo motivo che bisogna respingere con forza ogni tentativo di “governance” della rete imposto dall’alto con la scusa di tutelare i cittadini. Il loro vero intento è esattamente opposto: tutelarsi dai cittadini.

Chissà quale nostalgia provano i signorotti feudali del XXI secolo per i bei tempi andati in cui bastava epurare dalla RAI una voce di dissenso per soffocarla definitivamente!