Negli ultimi giorni si è verificato un gravissimo episodio contro le libertà e i diritti in Italia. Sono stati infatti sequestrati dalle forze dell’ordine due siti, Coolstreaming.it e CalcioLibero, che contenevano soltanto informazioni per vedere via internet le partite del campionato italiano di calcio che venivano diffuse legittimamente e in chiaro da emittenti (per lo più cinesi) che ne avevano acquistato regolarmente i diritti. Nessun atto di pirateria quindi, come in questi giorni diffuso a squilli di tromba dai mezzi di disinformazione ufficiali, con un cocktail micidiale di ignoranza e malafede.
I siti dunque. Non violavano alcuna legge, ma evidentemente davano fastidio. Ora ci raccontano che violavano il diritto d’autore, che “rubavano” le partite, che erano dei criminali organizzati… Tutto falso. I siti in questione non insegnavano a craccare niente, né a violare alcuna protezione, né a “rubare” alcunché. Semplicemente perché è tutto a disposizione, è tutto già pagato, è tutto legale e legittimo. Le emittenti visibili hanno pagato i diritti e possono trasmettere. Che c’era di tanto “illegale” allora su questi siti?
“Dove la fanno la Juve?” “Su Guagdong Sport”
“E il Milan?” “Su CCTV5″
Nel mondo ci sono tante tv che trasmettono via intenet. Solo in Italia siamo ancora dietro alla TV tradizionale e ora al DTT, per la quale sono stati stanziati in 2 anni 250 milioni di euro di denaro pubblico, solo perché qualcuno molto importante ha un impero economico basato su questo antiquato medium. Nel resto del mondo le tv acquistano i diritti delle partite di calcio italiano, pagando bei soldi. Queste tv poi diffondono via internet le partite che hanno acquistato, e le trasmettono in chiaro. Possono trasmettere? Sì, perché hanno acquistato i diritti. Possono trasmettere in chiaro? Se non potessero andrebbero perseguite le emittenti, non chi pubblica una guida tv. Perché prendersela con gli spettatori e non con le emittenti che violassero la legge? Forse perché è più facile?
Ecco quindi come le partite venivano “rubate”. E’ come se una tv locale di una qualsiasi città italiana acquistasse i diritti per trasmettere in chiaro la diretta delle partite. Gli utenti gongolano e creano un sito con gli orari delle partite. A questo punto interviene chi le partite le fa invece pagare, fa chiudere il sito e arrestare i gestori. Però non tocca l’emittente che le trasmette, perché l’emittente ha il diritto di farlo!
Oggi sappiamo quindi ufficialmente che in Italia non c’è più alcuna libertà. C’è solo la legge del più forte. Questa azione è un’azione di puro terrorismo mediatico. Siccome non possono rivalersi su queste emittenti, che come detto solo per lo più cinesi (e i cinesi non si toccano perché sono forti e poi comunque pagano profumatamente i diritti per le partite), allora censurano “la notizia”, il fatto, la guida tv. Si può fare, ma non si deve sapere. E contestulmente fanno di tutto perché la gente abbia paura di esercitare i propri diritti, anche se garantiti dalla legge. Oggi sappiamo ufficialmente che c’è solo la dittatura del denaro, del profitto, dell’interesse. Dobbiamo avere paura. Oggi si legifera solo per proteggere le lobby. Se qualcuno di noi viola queste leggi, inique ma sempre leggi, viene perseguito e schiacciato. Dove però le leggi non arrivano, ma comunque le lobby sono “infastidite”, non c’è diritto che tenga: veniamo perseguiti e schiacciati ugualmente, con la sola forza bruta dell’arroganza e del denaro.
La denuncia verso questi siti è partita dal monopolista italiano del satellite. E già la parola “monopolio” dovrebbe far accapponare la pelle. Il colosso mediatico ha fatto chiudere siti e indagare persone non perché abbiano violato leggi o diritti, ma perché lo infastidivano. Non è una questione di partite di calcio. Oggi è il calcio, domani cosa sarà? Verranno chiusi i blog perché infastidiscono i giornali? Verrano bruciati i libri perché “distraggono” dalle televisioni? Verrà chiusa internet perché infastidisce i governi? Questo succede nelle dittature! Ma non eravamo noi le grandi democrazie occidentali?