Archive for the 'Costituzione' Category

Reazioni pacate

Giovedì, Ottobre 8th, 2009

Reazioni alla bocciatura del Lodo Alfano. Mentre il Presidente del Consiglio dà del comunista golpista anti-italiano un po’ a tutti quelli che non la pensano come lui (come d’altronde si fa in tutte le democrazie più mature e consolidate), la società civile accoglie con moderato sollievo la decisione della consulta.

Sto preparando un’analisi articolata sulla bocciatura del lodo Alfano. Posso anticiparvi solo che contiene le parole “meu amigo Charlie Brown”. (spinoza.it)

Quisquiglie

Lunedì, Giugno 26th, 2006

Dicono che sia un grande risultato l’affluenza del 53,6% alle urne per un referendum. A me invece inquieta che per metà degli elettori una profonda riforma della Costituzione sia un fatto marginale, banale, che non li riguarda minimamente, tanto da non meritare nemmeno un segno su un foglio.

Posizioni ristabilite

Venerdì, Giugno 16th, 2006

L’articolo 21 della nostra Costituzione recita così:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

A pensarci bene però la libertà di espressione non è mai stata completamente garantita, se non formalmente almeno nella pratica. Giornali e - soprattutto - televisioni sono sempre stati nelle mani di pochi con grandi mezzi economici, che naturalmente ne hanno sempre determinato l’orientamento a proprio vantaggio. E’ difficile che il giornalista abbia davvero libertà di opinione, o comunque la hanno quei giornalisti schierati sulle posizioni dell’editore. L’uomo comune dal canto suo può parlare in piazza quanto vuole alla ristretta platea degli astanti… non è di nessun fastidio.

I'm going to New York soon I problemi iniziano nel momento in cui tutti, giornalisti indipendenti o liberi pensatori, possono avere un blog, dire, discutere, spiegare… il tutto ad un pubblico potenzialmente vasto quanto lo sono gli utenti di internet. Qui l’equilibrio muta e la libertà di espressione diviene meno formale e più effettiva. Non a caso, a mio avviso, le pretese “riforme di internet” a cui ultimamente mira con inusitato vigore il legislatore vanno tutte in una sola direzione: rendere la partecipazione ad internet sempre più onerosa. L’abbattimento della neutralità della rete, responsabilità penali per i webmaster, equiparazione dei blog alle testate giornalistiche, oneri sempre crescenti per gli ISP: tutto sembra tendere al punto in cui mantenere un sito internet dove esprimersi liberamente esca dalla portata dei più.

Alla fine chi può permettersi di pagare per avere priorità di traffico sufficiente? Chi può disporre di avvocati per far fronte ad eventuali cause penali? Chi può avere la struttura per ottemperare a farraginose leggi sulla privacy e sulla data retention? Sempre loro, i grandi editori. E il cerchio si chiude.