Archive for the 'Diritti digitali' Category

Il nemico comune

Lunedì, Novembre 17th, 2008

La finzione democratica scricchiola ogni giorno di più. Tutti gli sforzi per costruire alla televisione una realtà virtuale in cui si contrappongono due schieramenti con valori e programmi opposti svanisce pronunciando un nome: Ricardo Franco Levi. Era lui ieri il consulente di Prodi per la legge ammazza-internet, è lui oggi il consulente di Berlusconi che presenta praticamente la stessa legge. Gli schieramente opposti, con valori e programmi diversi hanno in comune lo stesso nemico: internet.

Il 13 aprile è stata messa in scena una grande cerimonia di legittimazione del potere costituito. Lo stesso che governava il 12 aprile, lo stesso che continuerà a governare finché pensiamo di scegliere davvero.

Stati corporativi

Lunedì, Agosto 18th, 2008

Come molti sanno, il motore di ricerca svedese The Pirate Bay è stato nei giorni scorsi inibito dai maggiori provider italiani su richiesta di un giudice per presunte violazioni di copyright. Per approfondimenti rimando ad Alessandro Bottoni.

La censura fa in modo che l’utente si ritrovi su un sito della Federazione Fonografici, dove fa bella mostra di sé lo stemma della Guardia di Finanza. Come fa notare giustamente Bottoni, cosa hanno a che fare i rappresentanti di un’industria privata con un corpo di polizia istituzionale?

Industrie private che usano forze dell’ordine pubbliche per tutelare i loro interessi contro quelli dei cittadini. Dove l’ho già visto? Forse nel Cile di Pinochet, in Bolivia nella guerra dell’acqua e in generale in ogni paese dove le corporation hanno assunto il controllo diretto del governo.

Ora anche in Italia.

Gli squali della telecomunicazione

Mercoledì, Luglio 30th, 2008

Gli squali dell'ADSL ti divorano
Nel 2003 ho sottoscritto un’ADSL con Tiscali: 4 Mb/s, 30 euro al mese. Molto, ma ha sempre funzionato egregiamente. Negli ultimi tempi avevo provato a cambiare abbonamento con uno analogo che disponeva di 4 Mb a 20 euro, ma il servizio non era disponibile nella mia zona. Quindi alla fine dello scorso anno sono passato a 2 Mb per 20 euro, per risparmiare 10 euro al mese (son tempi duri questi). Così sono cominciati i miei guai.

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La propria testa

Mercoledì, Giugno 11th, 2008

Se c’è un falso mito è quello del “pensare con la propria testa”. Tutti siamo convinti di farlo e lo consigliamo agli altri, specialmente quando non la pensano come noi. Infatti il monito “cerca di pensare con la tua testa” in realtà non significa altro che “io ho ragione perché sono superiore e non mi faccio abbindolare da nessuno, tu hai torto perché sei un coglione che abbocca a tutto”.

Ma come si può credere di poter pensare con la propria testa in una società della disinformazione, per di più governata in un regime di rappresentatività? Per essere in grado di pensare con la mia testa dovrei innanzitutto avere accesso alle informazioni e in secondo luogo poter esprimere direttamente le mie idee. Invece sono continuamente bersagliato da informazioni false e/o irrilevanti da parte di tv e giornali, mentre su internet le informazioni rilevanti esistono, ma galleggiano in un mare di nulla. Inoltre, anche se avessi pronto accesso alle informazioni rilevanti, devo comunque delegare qualcuno a rappresentarmi: nella migliore delle ipotesi questo mio rappresentante può pensarla in modo simile a me, mai identico; nella realtà invece sappiamo bene quanto sia distante la classe politica dal mondo in cui viviamo noi comuni mortali.

Quindi nessuno di noi può realisticamente affermare di pensare davvero con la propria testa. Tutti siamo influenzati da altri, ma non c’è niente di male in questo, è semplicemente la storia dell’umanità. Grandi scienziati, scrittori, filosofi… tutti influenzati dal lavoro di chi li ha preceduti e da chi li circondava. Chi siamo noi per sentirci superiori? Il massimo che possiamo fare è cercare di scegliere quelle che riteniamo le migliori fonti di influenza. In questo senso internet ci aiuta perché la peggiore influenza in assoluto è quella di tv e giornali, media a senso unico e dominati dal denaro. Ma come ci si orienta nel grande mare di internet?

Nessun essere umano può esaminare, catalogare, filtrare tutte le informazioni prodotte su internet. I motori di ricerca, in quanto automatizzati, non hanno l’efficacia dell’essere umano e comunque sono anch’essi influenzati da chi li programma. I tanto vituperati blog (vituperati da chi? tv e giornali…) svolgono un po’ la funzione dell’agorà nella grande città virtuale globale. Le persone parlano e discutono sui loro blog e così facendo filtrano le informazioni attraverso il loro punto di vista; che a sua volta è influenzato dall’esperienza e dalle idee di altre persone. Anche un blog insignificante come il mio può influenzare 4 o 5 lettori: apporta il mio pensiero e il mio filtro alle informazioni e ai filtri di altri. Questi pochi ricaveranno informazioni di loro interesse anche se irrilevanti ai più, le interpreteranno secondo le loro categorie e le ricombineranno con altre informazioni che io non possiedo, e con il loro punto di vista influenzeranno a loro volta 5, 50 o 500 lettori, e poi altri e altri ancora. E molti che nemmeno mi conoscono e mai leggeranno quello che scrivo saranno indirettamente influenzati, sebbene in minima parte, dalle mie idee come io da quelle di altri.

Ricordatevi perciò che chi deride il vostro blog da 20 accessi al giorno e vi redarguisce dicendovi “ma pensa con la tua testa!” magari ha saputo che vi sbagliate da Bruno Vespa o Filippo Facci.

Un giornalismo libero

Martedì, Dicembre 11th, 2007

Quanto sarebbe importante un giornalismo libero sui media mainstream? Tantissimo, ne sono certo. Un bell’esempio - al di là del notissimo Report - è costituito da Punto Informatico, quotidiano web che da anni informa il suo affezionato pubblico sulle nefandezze della politica in materia di tecnologia e nuovi media. In questi anni abbiamo potuto apprendere di scandali come tasse a favore della SIAE, legge Urbani, portaloni mangiasoldi stile Italia.it, la Levi-Prodi e l’ultimissima proposta dell’on. Carlucci di donare 20 milioni di euro a fondo perduto alle major della musica, anche quelle internazionali.

Internet non è ancora mainstream e Punto Informatico non ha il seguito di Porta a Porta, ma ha il merito enorme di aver sollevato le questioni e rese pubbliche le proposte di politici che altrimenti l’avrebbero fatta completamente franca, anche dal punto di vista dell’immagine. Nefandezze che si perpetrano in un silenzio mediatico rotto soltanto dai migliori prodotti della rete.

Beppe Grillo non ha tutti i torti se il prossimo V-Day vuole farlo sull’informazione. Ne frattempo… grazie di cuore Punto Informatico!

Dicono di noi

Giovedì, Ottobre 25th, 2007

Ricardo Franco Levi Credete sia bello, oltre al danno di una legge che nega la parola in rete ai non autorizzati dal governo, essere presi per i fondelli da tutto il mondo civilizzato? No, non lo è, ma è quello che purtroppo sta succedendo.

Il Times Online, la versione web dell’autorevole quotidiano londinese, pubblica un articolo che titola nientemeno che “Un assalto geriatrico ai blogger d’Italia“. E il titolo è solo l’antipasto: il seguito è peggio. Traduco liberamente alcuni stralci:

Per gli standard del G8 l’Italia è un paese strano. In sintesi è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da pensionati settantenni. Tutto il resto è consequenziale. […] Se il governo italiano sembra incapace di adattarsi al mondo moderno la spiegazione è piuttosto semplice. Anche il tuo paese agirebbe così se fossero in carica i tuoi nonni. […] Fuori dall’Italia la proposta di legge per regolamentare la rete ha provocato sghignazzi. […] Ufficiali di governo in preda al panico, ovunque si trovino in Harare, Beijing o Roma (sì, questa è la seconda volta che viene proposta qui), impongono una nuova museruola per internet, ma i cittadini più svegli la eludono e basta. […] Non prendertela amico. Goditi il sole, il vino rosso e le tagliatelle. […] Forse è per questi ovvi motivi che la bozza di legge sta subendo delle modifiche. Se fosse ratificata - ed in questo momento l’ipotesi appare spaventosamente realistica - il Ministro delle Comunicazioni deciderebbe chi deve registrarsi presso lo stato. Ciò è sconfortante. L’intento della bozza di legge, così com’è transitata al Consiglio dei Ministri, sarebbe quello di imbavagliare i blogger diventati particolarmente scomodi per i potenti.

E’ sufficiente? Potrebbe esserlo se non fossimo diventati gli zimbelli del mondo. Grillo cita un altro articolo su BoingBoing, uno dei blog più letti al mondo, pieno di commenti ironici sulla nefasta proposta di legge.

La malafede associata alla più totale incapacità, con l’aggiunta di una buona dose di goffaggine, può provocare situazioni di enorme imbarazzo per tutto il Paese: grazie tante signor Levi. Consoliamoci però, perché se la legge dovesse passare possiamo sempre chiedere asilo allo Zimbabwe.

Qualcosa da cui difendersi

Mercoledì, Ottobre 24th, 2007

Si esagera a parlare di attacco portato volontariamente alla libertà di espressione su internet? Piero Folena, in un’intervista a Punto Informatico, leva ogni dubbio in proposito:

L’ignoranza di cosa sia la Rete è molto diffusa, molto bipartisan. Molti vedono Internet come qualcosa da cui difendersi.

Ignoranza sulle cose di internet o tentativo di spazzare via per decreto legge i vari Mastella ti odio, clEMENTE MASTELLA, Scandalo Italiano e tutti gli altri siti scomodi?

Il partito unico

Giovedì, Maggio 10th, 2007

Voti contro un governo perché criminalizza il download degli mp3 e vuole i brevetti sul software e ti ritrovi con un altro, in teoria di segno opposto, ma che prosegue le crociate anti filesharing e stringe accordi con produttori di software proprietario. Che dire… altro che Partito Democratico, facciano un Partito Unico!

Libero mercato

Martedì, Aprile 17th, 2007

Le grandi aziende sono tutte per il libero mercato, purché la parola libero stia a significare la libertà assoluta da parte loro di fare quello che vogliono. Altrimenti non si spiega la nuova licenza HP che vieta di disinstallare dai PC il sistema Windows Vista.

Dalla brace alla padella

Giovedì, Marzo 22nd, 2007

Per Rutelli il mantenimento del penale per chi abusa dei sistemi di sharing è sacrosanto:

“La distorta pratica del file sharing, intesa come modalità per appropriarsi abusivamente di un’opera d’ingegno in violazione del diritto d’autore, va sanzionata. Ed il fatto che assuma il carattere di illecito penale nei casi in cui si accompagni il fine di lucro non deve scandalizzare”.

Francamente non capisco cosa possa dividere Rutelli da Urbani e quali siano le barriere ideologiche che impediscono ai loro partiti di formare un’unica coalizione.