Archive for the 'Diritti digitali' Category

L’intervista possibile

Venerdì, Febbraio 9th, 2007

Ieri Punto Informatico ha pubblicato un’intervista ad Enzo Mazza, presidente dell’associazione italiana dei discografici. Un’intervista magnifica, imperdibile per la sua chiarezza. Dopo aver portato a casa leggi repressive e “equi compensi” che tanto equi non sono, adesso vogliono darsi una patina di modernità dietro la quale occultare i soliti propositi: limitare al massimo gli utenti, comprimere i propri costi e dilatare i profitti, senza fare assolutamente niente. Vale la pena sottolineare un paio di passaggi tra i più significativi.

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Pensiero rotondo

Domenica, Febbraio 4th, 2007

Il segretario della DC Gianfranco Rotondi è stato minacciato via web.

Chiunque può scrivere quello che vuole godendo di una impunità che i giornalisti non hanno. Può essere una minaccia, uno scherzo, ma anche un discorso in codice. È inaccettabile che in assenza di leggi adeguate si possa fare tutto questo. Il problema della protezione mia e di tanti colleghi non lo pongo al ministro Amato, che fa tutto il suo dovere, ma al ministro Gentiloni perché disponga subito una disciplina sull’uso improprio del web.

Tradotto dal politichese suona più o meno così: “Non possiamo più tollerare che su Internet chiunque possa esprimere liberamente il proprio pensiero senza la nostra approvazione preventiva. Il governo deve intervenire affinché chi non segue le nostre disposizioni sulla comunicazione venga punito tempestivamente”.

Una vecchia novità: l’email cifrata

Mercoledì, Gennaio 17th, 2007

Leggo oggi con grande stupore che Tiscali ha lanciato un “innovativo” servizio di email sicura, a fronte di un canone di soli 4,49 euro al mese. Le email inviate tramite questo servizio vengono criptate in modo che solo il legittimo destinatario possa decifrarle, rendendole così illeggibili a occhi indiscreti.

In questa epoca di intercettazioni di massa (Orwell si è sbagliato solo di pochi anni) cifrare le proprie email è quasi un dovere: la privacy va tutelata anche e soprattutto quando non si ha niente da nascondere. Quello che mi stupisce è che la cifratura delle email venga spacciata oggi come una grande novità, un servizio innovativo, e perciò venga fatta pagare.

elegant for it's kind In realtà sono almeno 10 anni che esiste un modo facile, sicuro e gratuito per rendere sicure le proprie comunicazioni. Il software PGP (Pretty Good Privacy) ed i suoi cloni liberi come GPG (GNU Privacy Guard) permettono da sempre di criptare email e altri documenti con un sicuro metodo a chiavi asimmetriche: ciascun utente ha una coppia di chiavi, una privata da custodire gelosamente e l’altra pubblica da diffondere al massimo, con le quali è possibile non solo cifrare email e altro, ma anche firmare digitalmente un documento (altra “vecchia” novità). Tecnologia nota e altamente consolidata.

Il problema di PGP e GPG è che non sono mai stati in alcun modo spinti e/o pubblicizzati. E’ pressoché impossibile inviare mail cifrate perché non li usa quasi nessuno. E mentre molti client di posta li supportano (Thunderbird, Evolution, Kmail, …), il client purtroppo più diffuso - Microsoft Outlook - volutamente ha sempre ignorato la sicurezza delle email tramite cifratura.

Come al solito quindi le tecnologie esistono e sono disponibili per tutti, ma vengono tenute nascoste al grande pubblico finché una mattina non si sveglia qualcuno che finalmente le “inventa”, le rende proprietarie e se le fa pagare a caro prezzo. E’ successo con la cosiddetta posta certificata (PEC), succede ora con le mail cifrate. Io continuo ad usare GPG.

La classe politica e internet

Venerdì, Novembre 17th, 2006

L’episodio del video con le botte nella scuola di Torino ha dato il via, come immaginavo, alla solita deriva censoria di politici e benpensanti. Tutti ora reclamano un’internet più controllata dall’autorità, la censura sui videogiochi, la chiusura di forum e spazi di discussione e simili amenità.

Marco Calamari, nella sua apprezzata rubrica (almeno da chi scrive) su Punto Informatico, individua le cause dell’atteggiamento censorio della classe politica nell’ignoranza. Sebbene l’ignoranza la faccia da padrona per chi legifera sulle tecnologie, a mio avviso è riduttivo guardare solo a questo.

Si deve piuttosto pensare alla vera “missione” della classe politica: la conservazione del potere e la protezione dei privilegi. Questo è l’unico motore che spinge i politici a fare qualcosa. E solo in base a questo criterio riusciamo a capire la veemenza d’intervento nei confronti di certi problemi e il lassismo verso altri, spesso socialmente più gravi e urgenti.

Oggigiorno lo strumento principe per l’esercizio del potere ed il controllo delle masse è la televisione. La politica può continuare nella sua missione soltanto grazie alla televisione. E’ chiaro che una internet che si afferma ogni giorno di più ed è democratica faccia paura a chi prospera grazie alla televisione. Ma sarebbe un errore grave pensare che queste persone siano stupide e che vogliano “chiudere” internet. Lo vogliono semplicemente “preparare” per quando arriverà il momento in cui internet prenderà il posto della televisione nella vita quotidiana di ogni cittadino. Loro sognano una internet in cui i costi per trasmettere siano altissimi in modo che solo pochi soggetti (i soliti) possano “parlare”; sognano una internet in cui i più possano solo fruire passivamente dei contenuti e non produrli, condividerli, rielaborarli; sognano una internet in cui la massima interattività consista nel poter acquistare prodotti da un catalogo online. Sì, la loro visione di internet ricorda molto la cara, vecchia, rassicurante (per loro) televisione.

Un link è reato

Martedì, Ottobre 17th, 2006

La Cassazione ha appena aggiunto una nuova puntata all’annosa questione dello streaming cinese e dei link di Coolstreaming.

I giudici affermano dunque che il link è reato. Quindi l’informazione non autorizzata (da chi?) è reato. Sky diventa allora una multinazionale il cui profitto è basato sull’ignoranza. Chiunque informi (ledendo di conseguenza gli interessi di Sky) è un criminale e va perseguito.

Anche qui da noi, nella GDO (la Grande Democrazia Occidentale), si va verso il modello cinese che oscura, censura, nasconde, sequestra tutto ciò che è informazione non autorizzata: blog di dissenso, wikipedia, ricerche sul Tibet. Pablo spiega bene a cosa e a chi serve lo Stato. Il modello cinese piace anche qui da noi.

Niente sesso, siamo italiani

Sabato, Settembre 30th, 2006

Oramai è sulla bocca di tutti l’incredibile proposta di Disposizioni per la tutela della morale pubblica e per la prevenzione delle molestie e delle aggressioni sessuali presentata dall’on. Nan di Forza Italia.

Fra le varie chicche si legge (il grassetto è mio):

È vietato consentire il libero accesso ai siti INTERNET che riproducono contenuti a sfondo sessuale e che divulgano immagini o notizie finalizzate a promuovere o a suscitare fantasie di tipo sessuale.

A questo punto mi chiedo: perché applicarlo solo a internet? Tanto in Italia lo usiamo in quattro gatti. Se è per la tutela della morale pubblica e per la prevenzione delle molestie sarebbe più efficace estenderlo alla televisione, di gran lunga più popolare. Anche se con una legge simile Mediaset chiuderebbe.

[via Punto Informatico]

Tana per Maroni

Venerdì, Settembre 15th, 2006

Dichiarazioni shock dell’ex-ministro in tema di diritti d’autore:

«Scarico illegalmente musica da Internet […] mi autodenuncio, così il caso finisce finalmente in Parlamento». […] Roberto Maroni si scaglia contro la legge Urbani e si autodenuncia pirata per vedere come e se le sue parole verranno colte in Parlamento. Precisa ulteriormente Maroni: «bisogna trovare un modo per togliere dall’illegalità questo sistema. Non è un problema legislativo, ma una questione sociale. È uno scambio da privato a privato, non c’è sfruttamento commerciale, io sento l’iPod…».

Perché queste belle e sensate parole non le ha pronunciate quando era ministro del governo del Patto di Sanremo e della Legge Urbani? Troppo comodo “denunciare” leggi assurde quando si è all’opposizione, leggi fatte proprio da sé stessi ai tempi del governo. Sembra un maldestro tentativo di mietere simpatie e consensi proprio fra le categorie bastonate da Maroni e soci quando erano in carica. Tana per Maroni!

[via WebNews]

Uno spettro si aggira per l’Europa…

Martedì, Settembre 5th, 2006

Pirat Partiet In Svezia è nato da un po’ di tempo il Partito dei Pirati e pare che abbia rapidamente scalato posizioni, almeno nelle intenzioni di voto. Il manifesto mi sembra molto interessante, tanto che se nascesse un partito analogo in Italia penso che lo voterei senza problemi.

A patto che non ci siano dentro nipoti di Mastella, Radicali trombati, ex-responsabili della comunicazione di Mediaset o figli di Moggi e Lippi.

[via Punto Informatico]

La libertà di scelta è reato?

Mercoledì, Agosto 9th, 2006

Mentre leggevo un ottimo pezzo di Massimo Mantellini sull’invadenza della pubblicità mi veniva in mente proprio un episodio di ieri sera. Dovendo uscire, la mia ragazza mi ha chiesto di registrarle la puntata della serie “Invasion”, cosa che ho prontamente fatto con la mia Dreambox dotata di hard-disk. Quando siamo tornati lei ha voluto subito vedere la registrazione. La Dreambox, registrando in digitale, permette di saltare in un istante quanti minuti si desiderano, funzione indispensabile per evitare la pubblicità. Gli intervalli pubblicitari di Invasion duravano ben 12 minuti ciascuno. Dico: 12 minuti! Ma per fortuna, grazie alla tecnologia fatta per l’uomo, ci siamo sottratti al bombardamento.

DreamboxEcco, in questo preciso istante sto facendo anch’io pubblicità ad un prodotto. Non sono pagato per farla, ma ritengo che sia un ottimo prodotto e, possedendolo ormai da qualche anno, ne sono entusiasta. Come direbbe Mantellini, prodotti come la Dreambox vanno nella direzione di internet. Sfortunatamente non è il tipo di prodotto che piace agli inserzionisti, i quali preferiscono di gran lunga la tecnologia contro l’uomo, per cui è facile aspettarsi che presto prodotti simili vengano messi fuori legge.

Esiste quindi una tecnologia pro e una contro l’uomo. I fatti ci insegnano che normalmente il legislatore tende a vietare la tecnologia sgradita ai “potenti”, anche se è pro, a favore di quella contro. Ma allora difendere i propri diritti di libertà e di scelta (incluso vedere o meno la pubblicità) è una cosa da criminali? Forse ancora no, ma lo sta diventando ogni giorno di più.

Caro Governo

Martedì, Agosto 1st, 2006

Vorrei sapere, dopo l’indulto salva Previti, Consorte, banchieri, furbetti & C. e l’amnistia su calciopoli che consacra il sistema-calcio biancorossonero, con che faccia si potranno ancora perseguire i webmaster con i link alle tv cinesi con le partite e gli scaricatori di mp3…