Archive for the 'Disinformazione' Category

Stati corporativi

Lunedì, Agosto 18th, 2008

Come molti sanno, il motore di ricerca svedese The Pirate Bay è stato nei giorni scorsi inibito dai maggiori provider italiani su richiesta di un giudice per presunte violazioni di copyright. Per approfondimenti rimando ad Alessandro Bottoni.

La censura fa in modo che l’utente si ritrovi su un sito della Federazione Fonografici, dove fa bella mostra di sé lo stemma della Guardia di Finanza. Come fa notare giustamente Bottoni, cosa hanno a che fare i rappresentanti di un’industria privata con un corpo di polizia istituzionale?

Industrie private che usano forze dell’ordine pubbliche per tutelare i loro interessi contro quelli dei cittadini. Dove l’ho già visto? Forse nel Cile di Pinochet, in Bolivia nella guerra dell’acqua e in generale in ogni paese dove le corporation hanno assunto il controllo diretto del governo.

Ora anche in Italia.

La rete dell’orrore

Giovedì, Luglio 3rd, 2008

Basta osservare in maniera un po’ più complessiva le notizie che riguardano la rete per rendersi conto del fatto che, come è successo con l’ondata di notizie sulla criminalità straniera e l’immondizia di Napoli per vincere le elezioni, è in atto una sorta di lavaggio del cervello dell’opinione pubblica su ciò che è internet.

Gli aspetti sociali della rete sono continuamente distorti e demonizzati agli occhi del telespettatore medio e medio lettore di quotidiani. Per la mamma internet è un covo di adescatori di minori e pericoloso luogo dove ci si può facilmente drogare (!), facendo finta di non sapere che la maggior parte delle molestie sessuali avvengono in famiglia e che le droghe vere si trovano all’uscita di scuola. Per il benpensante cattolico internet è fonte di pornografia e perversione - da vietare ovviamente -, fermo restando che nell’edicola sotto casa si può trovare di tutto e poppe, culi e quant’altro fanno bella mostra di sé nei manifesti dei calendari prodotti dalle maggiori case editrici, per non parlare delle tv di Stato o assimilate. Per l’elettore/militante di questo o quel partito politico internet è la zona franca di esagitati, sovversivi, terroristi e chi più ne ha più ne metta (ovviamente tutta gente che non la pensa come loro).

Insomma, per ciascuna tipologia di pubblico i media riescono a confezionare una demonizzazione di internet. Non è infrequente imbattersi in persone che di rete ovviamente non sanno un tubo, ma ti ripetono pari pari le pappardelle ascoltate in televisione, convinte che internet non possa essere una zona franca dove le leggi non valgano e assolutamente persuase che ogni limite all’accesso, ogni paletto alla libertà, ogni cavillo burocratico sia cosa buona e giusta.

Vorrei poter dire alle mamme preoccupate che l’unica cosa che otterranno per i loro figli dalla censura di internet è meno apertura mentale, meno accesso alla conoscenza, meno informazione, meno possibilità di scelta: in una parola, schiavitù. Sarebbe meglio per loro se vigilassero sul bombardamento mediatico a cui sono sottoposti i loro figli dai canali ritenuti “sicuri”: basta fermarsi un pomeriggio a guardare i cartoni animati sulle reti di quelli che vorrebbero chiudere internet.

La propria testa

Mercoledì, Giugno 11th, 2008

Se c’è un falso mito è quello del “pensare con la propria testa”. Tutti siamo convinti di farlo e lo consigliamo agli altri, specialmente quando non la pensano come noi. Infatti il monito “cerca di pensare con la tua testa” in realtà non significa altro che “io ho ragione perché sono superiore e non mi faccio abbindolare da nessuno, tu hai torto perché sei un coglione che abbocca a tutto”.

Ma come si può credere di poter pensare con la propria testa in una società della disinformazione, per di più governata in un regime di rappresentatività? Per essere in grado di pensare con la mia testa dovrei innanzitutto avere accesso alle informazioni e in secondo luogo poter esprimere direttamente le mie idee. Invece sono continuamente bersagliato da informazioni false e/o irrilevanti da parte di tv e giornali, mentre su internet le informazioni rilevanti esistono, ma galleggiano in un mare di nulla. Inoltre, anche se avessi pronto accesso alle informazioni rilevanti, devo comunque delegare qualcuno a rappresentarmi: nella migliore delle ipotesi questo mio rappresentante può pensarla in modo simile a me, mai identico; nella realtà invece sappiamo bene quanto sia distante la classe politica dal mondo in cui viviamo noi comuni mortali.

Quindi nessuno di noi può realisticamente affermare di pensare davvero con la propria testa. Tutti siamo influenzati da altri, ma non c’è niente di male in questo, è semplicemente la storia dell’umanità. Grandi scienziati, scrittori, filosofi… tutti influenzati dal lavoro di chi li ha preceduti e da chi li circondava. Chi siamo noi per sentirci superiori? Il massimo che possiamo fare è cercare di scegliere quelle che riteniamo le migliori fonti di influenza. In questo senso internet ci aiuta perché la peggiore influenza in assoluto è quella di tv e giornali, media a senso unico e dominati dal denaro. Ma come ci si orienta nel grande mare di internet?

Nessun essere umano può esaminare, catalogare, filtrare tutte le informazioni prodotte su internet. I motori di ricerca, in quanto automatizzati, non hanno l’efficacia dell’essere umano e comunque sono anch’essi influenzati da chi li programma. I tanto vituperati blog (vituperati da chi? tv e giornali…) svolgono un po’ la funzione dell’agorà nella grande città virtuale globale. Le persone parlano e discutono sui loro blog e così facendo filtrano le informazioni attraverso il loro punto di vista; che a sua volta è influenzato dall’esperienza e dalle idee di altre persone. Anche un blog insignificante come il mio può influenzare 4 o 5 lettori: apporta il mio pensiero e il mio filtro alle informazioni e ai filtri di altri. Questi pochi ricaveranno informazioni di loro interesse anche se irrilevanti ai più, le interpreteranno secondo le loro categorie e le ricombineranno con altre informazioni che io non possiedo, e con il loro punto di vista influenzeranno a loro volta 5, 50 o 500 lettori, e poi altri e altri ancora. E molti che nemmeno mi conoscono e mai leggeranno quello che scrivo saranno indirettamente influenzati, sebbene in minima parte, dalle mie idee come io da quelle di altri.

Ricordatevi perciò che chi deride il vostro blog da 20 accessi al giorno e vi redarguisce dicendovi “ma pensa con la tua testa!” magari ha saputo che vi sbagliate da Bruno Vespa o Filippo Facci.

Bottiglie con messaggi in un mare di nulla

Mercoledì, Giugno 4th, 2008

Il nuovo governo mi ha tolto ogni entusiasmo. Non che prima ne avessi, ma ora sono molto più apatico. Se prima guardavo poca tv, adesso la evito accuratamente. Le persone mi chiedono “hai visto questo? hai saputo quello?” e io gli rispondo sempre allo stesso modo: “No, non guardo la televisione”. Non mi interessa niente del mainstream; non mi interessano l’ultimo fatto di sangue, l’ultimo spunto di cronaca, l’ultimo discorso del Presidente, le interviste ai politici, il reality, il talent. Cosa aggiungono alla mia percezione della realtà? Casomai tolgono qualcosa, o molto.

Preferisco guardare YouTube, dove in mezzo ad un mare di nulla galleggiano bottiglie con messaggi di pura realtà, frammenti di verità, persone coraggiose. Come vorrei che qualcuno domani mi chiedesse “L’hai visto Piero Ricca con Dell’Utri?”

Paradossi

Venerdì, Maggio 2nd, 2008

Il Giornale di Berlusconi attacca Beppe Grillo perché guadagnerebbe facendo politica.

Adesso ci manca solo che Berlusconi dica che la politica deve stare fuori dal calcio e poi le abbiamo sentite tutte.