Archive for the 'Economia' Category

Il comunista

Mercoledì, Aprile 29th, 2009

Ogni giorno i profeti del neoliberismo ci ammorbano tessendo le lodi del libero mercato, di questa “legge naturale” che spazza via l’inefficienza e lascia sopravvivere solo i soggetti migliori, genera concorrenza e abbattimenti dei prezzi, con grande beneficio per i consumatori. La realtà è ben diversa e sotto gli occhi di tutti: nessuna “mano invisibile” che regoli alcunché, solo aiuti di Stato a pioggia sulle imprese più vicine e funzionali all’aristocrazia governante, dalle banche alla Fiat, da Impregilo all’Alitalia. Tutte imprese che, se ci fosse davvero il libero mercato, sarebbero sparite da un pezzo, questo sì con grande beneficio per i cittadini. Giova ricordare che le sovvenzioni statali alle imprese sono tipiche del Comunismo. Perciò è lecito chiedersi se viviamo in una felice e compiuta democrazia neoliberista o sotto un totalitarismo abbellito mediaticamente.

E soprattutto chi sia, fra tutti quanti, il vero comunista.

Il comunista

Consegnatemi tutto

Giovedì, Novembre 27th, 2008

Consegnatemi tutto!

L’altro giorno su Rete4 ho visto Berlusconi che, davanti ad una platea di ricchi imprenditori plaudenti, invitava gli italiani ad un grande ottimismo, a spendere a rotta di collo e a non abbandonare il loro stile di vita. Premesso che lo stile di vita dei comuni cittadini è molto sobrio da almeno 15 anni, appena è terminato il discorso hanno mandato la pubblicità di Mediashopping.

La pubblicità è il futuro del web?

Giovedì, Settembre 4th, 2008

money

Da tempo ci si interroga su un possibile modello di business sul web. Come guadagnare da un sito, un blog, un forum? Come trasformare un passatempo, una passione, in un vero e proprio lavoro? O come fare per recuperare almeno le spese? Ad oggi l’unico modello che si è affermato è quello della pubblicità, annunci testuali e - ultimamente - clip sui quali gli utenti cliccano generando ricavi per chi li ospita. Il fatto è che agli utenti non sempre la pubblicità piace e finiscono con l’usare strumenti per filtrarla. (more…)

La dottrina dello shock

Giovedì, Marzo 13th, 2008

Sto leggendo l’ultima fatica di Naomi Klein, Shock Economy, e devo dire che è… shocking!

Lettura caldamente consigliata per comprendere almeno un po’ cosa nascondono le verità ufficiali.

Pillola rossa

Venerdì, Febbraio 15th, 2008

“Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni ed i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano. Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo. Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo”
USA Banker’s Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924

Questa citazione (il grassetto è mio) è tratta da La moneta come strumento di dominio, un libriccino di 50 pagine di Piero Sanna. Solo grazie ai “pezzi mancanti” possiamo capire e interpretare veramente la realtà, altrimenti recessioni, crisi economiche, innalzamenti dei tassi, crisi dei mutui, fame nel mondo, malattie non possono che apparirci come piaghe ineluttabili inviate sopra l’umanità da un destino cinico e baro. Invece sono volute e manovrate da uomini.

Se non avete voglia di leggere le 50 pagine di Sanna (che sono interessantissime), date almeno un’occhiata a questa semplice presentazione che in forma tragicomica rende benissimo l’idea.

La pirateria danneggia il software libero

Giovedì, Novembre 15th, 2007

Ogni tanto si leggono anche belle notizie. Una di queste è senz’altro l’ondata di controlli nelle aziende di Roma alla ricerca di software pirata, come riporta Punto Informatico. E’ una bella notizia perché la pirateria danneggia il software libero.

E’ opinione diffusa che Microsoft abbia sempre tollerato la copia abusiva dei propri software per incoraggiarne la diffusione. L’utente domestico che installa una copia pirata di Microsoft Office sul PC di casa nella sua azienda adotterà lo stesso Office, pagando la licenza. In questo modo il software Microsoft è diventato il più diffuso e conosciuto dalla stragrande maggioranza degli utenti di PC. Le situazioni poi degenerano e così praticamente in tutte le aziende italiane i software non vengono mai acquistati (ma utilizzati sì). Questo ha sempre penalizzato l’introduzione del software libero nelle aziende, perché tanto anche quello proprietario era “gratis”. E perché rinunciare al software abituale in favore di quello libero (e legale) se non c’è vantaggio economico?

Per fortuna l’interesse delle aziende per il software libero sta crescendo. Speriamo che la Guardia di Finanza ci dia una mano.

Tutto per il profitto

Giovedì, Ottobre 18th, 2007

Naomi Klein, No Logo A partire dagli anni Cinquanta, Shell Nigeria ha estratto una quantità di petrolio pari a 30 milioni di dollari dalle terre della popolazioni Ogoni, nell’area del delta del Niger. L’80% dell’economia nigeriana si basa sui profitti derivanti dal petrolio, che ammontano a 10 miliardi di dollari l’anno e circa la metà delle entrate provengono dalla Shell. La popolazione Ogoni non solo è stata privata dei profitti derivanti dalle ricche risorse naturali delle sue terre, ma vive ancora in gran parte senza elettricità e acqua corrente e sia il terreno sia l’acqua sono stati inquinati da oleodotti aperti, fuoriuscite di petrolio e combustione di gas.

Guidato dallo scrittore candidato al Premio Nobel per la Pace Ken Saro-Wiwa, il Movement for the Survival of the Ogoni People - Mosop (Movimento per la Sopravvivenza del Popolo Ogoni) iniziò a manifestare per ottenere delle riforme e chiese un risarcimento alla Shell. Per fa sì che i profitti derivanti dal petrolio continuassero ad affluire indisturbati nei forzieri del governo, il generale Sani Abacha diede ordine all’esercito nigeriano di attaccare gli Ogoni. I soldati torturarono e uccisero migliaia di persone. Gli Ogoni incolparono Abacha e accusarono anche la Shell di utilizzare l’esercito nigeriano come una sorta di polizia privata, pagata per reprimere le rivolte pacifiche degli Ogoni, e di sostenere il regime di Abacha legittimandolo con il loro appoggio economico.

Di fronte alle crescenti proteste in Nigeria, nel 1993 la Shell decise di abbandonare i territori Ogoni, mossa che spinse l’esercito nigeriano a intervenire per schiacciare definitivamente gli Ogoni. Un memo trapelato dal capitano del gruppo Rivers State Internal Security Force dell’esercito nigeriano è piuttosto esplicito in proposito: “Operazioni Shell ancora impossibili in mancanza di uno spietato intervento militare che consenta un’agevole ripresa dell’attività commerciale… Raccomandazioni: Azioni di distruzione durante Mosop e altri raduni che giustificano la presenza dell’esercito. Eliminare gli obiettivi in tutte le comunità e a ogni livello di potere, in particolare i soggetti più attivi all’interno dei vari gruppi”.

Il 10 maggio 1994, cinque giorni dopo aver appreso del memo, Ken Saro-Wiwa dichiarò: “La situazione è questa. L’esercito nigeriano sta per arrestarci e giustiziarci. E tutto per colpa della Shell”. Dodici giorni dopo fu effettivamente arrestato e processato per omicidio. Prima che gli venisse comunicata la sentenza, Saro-Wiwa si rivolse alla corte dicendo: “Io e i miei compagni non siamo i soli sotto processo. Anche la Shell è uno degli imputati… L’azienda è riuscita a sottrarsi a questo processo ma verrà di certo anche per lei il giorno del giudizio”. Poi, il 10 novembre 1995, […] il regime militare nigeriano procedette all’esecuzione di Saro-Wiwa e di otto altri leader Ogoni che avevano manifestato contro la Shell.

(Naomi Klein, No Logo, 2000)

Bamboccioni in Parlamento

Lunedì, Ottobre 8th, 2007

Solo in Italia poteva accadere. Il Ministro dell’Economia, membro di un’esclusiva super-società da 15.000 euro al mese, con cinema e checkup gratis, aerei di stato e pensione a vita dopo 2 anni, 6 mesi e 1 giorno di lavoro, etichetta come “bamboccioni” i giovani che tendono a rimanere in casa dei genitori anche in età adulta. Senza tenere in alcun conto che questi giovani lavorano a “progetti” da rinnovare ogni 3 mesi, percepiscono mensilità da 800-900 euro, si vedono chiedere affitti che incidono sul 60% del loro reddito. Ma adesso, con i 13 euro al mese per l’affitto che i bamboccioni potranno detrarre per ben 3 anni, sarà tutta un’altra musica…

Certo, molto più facile per il ministrone fare l’elemosina ai bamboccioni che andare a toccare la legge 30, o tentare di adeguare gli stipendi più bassi d’Europa, o abbassare le tasse più alte del mondo, o le tariffe più alte d’Europa.

E poi sarei davvero curioso di sapere in che modo i bamboccioni danneggino il Paese, e quali mirabolanti benefici ricaverebbe il Paese stesso nel vederli tutti fuori di casa. Molto più deleteri i bamboccioni viziati figli di papà che siedono a vita in Parlamento.

Coincidenze

Giovedì, Giugno 7th, 2007

Uragano in Oman Lo sciopero di 48 ore dei nostri benzinai coincide col passaggio di un forte uragano su Oman e Golfo Persico, una zona in cui transita buona parte del petrolio mondiale. Si legge su Petrolio:

Probabilmente non uscirà un solo barile di petrolio dal Golfo per almeno 5 giorni. E si vede: il prezzo ha velocemente passato i 66$ nelle ultime ore e domani continuerà la salita.

Una pura coincidenza? Chi lo sa… Di sicuro i rifornimenti di petrolio in questi giorni scarseggiano e i benzinai, se proprio dovevano scioperare, non potevano scegliere momento migliore.

Naturalmente di questa faccenda non se n’è sentito parlare su nessuna tv o giornale.

Progresso

Martedì, Marzo 20th, 2007

Clown wears clown La lista concatenata è stata brevettata. Adesso ogni programmatore che vorrà usarla dovrà pagare le royalty oppure inventarsi salti mortali per aggirare il brevetto. Con grande beneficio per il progresso e l’umanità intera.

[via Java Journal]