Archive for the 'Economia' Category

Insider

Venerdì, Marzo 2nd, 2007

Le dinamiche di italia.it erano fin troppo facili da immaginare. Non ci stupisce affatto quindi ciò che rivela un insider al blog Scandaloitaliano. Il grassetto è mio.

Credo che un approccio così tecnico sia limitato. Il punto è che non bisogna partire dal presupposto che i 45 milioni di euro siano stati investiti nello sviluppo web e che ci stiano lavorando da anni. […] Il portale che vedete è stato montato in fretta e furia negli ultimi mesi. […] Ho motivo di credere che per la realizzazione tecnica non siano state coinvolte più di una decina di persone che hanno lavorato giorno e notte per mettere in piedi qualcosa di presentabile. Ipotizzo che sia stata imposta dall’altro una forte accelerazione […] che ha costretto una serie di strutture e di persone a lavorare male ed in maniera disarticolata. […] Si trattava più che altro di un’operazione di facciata, “leviamoci questo dente del sito così gli addetti al settore turistico stanno buoni”. […] Le questioni importanti non sono le tabelle nell’html o i caratteri sballati ma il modo in cui questi 45 milioni di euro (di cui se non erro 7 allo sviluppo della piattaforma) si sono volatilizzati. E’ chiaro che solo una parte infinitesimale di questa somma sia stata investita in qualcosa di concreto così come è logico pensare che quei 100.000 euro per l’orribile logo non siano finiti nelle tasche dei due grafici e dell’art director che ci hanno lavorato.

La gestione del denaro pubblico è criminosa, lo sappiamo da sempre. Ma non dobbiamo nemmeno pensare che questo modo di lavorare sia peculiare della pubblica amministrazione. In Italia - pubblica o privata - questa è la norma, si lavora così. Non si bada alla qualità, non si bada al funzionamento: si fa ciccia e basta. E chi non si conforma è visto dagli altri, dirigenti e colleghi, come una pecora nera. Non ci scandalizziamo quindi se gli amici degli amici ci poppano 45 milioni di euro se poi non ci ribelliamo a questa mentalità che si palesa ogni giorno sotto i nostri occhi.

[via aghost]

The italian job

Lunedì, Febbraio 26th, 2007

Non posso non parlare di Italia.it, il megaportalone sul turismo costato la bellezza di 45 milioni di euro che, a poche ore dal lancio dopo anni di gestazione, è stato immediatamente subissato di critiche. Molti si soffermano giustamente su dettagliate analisi tecniche volte a dimostrare la pessima qualità del ricco portalone. Tutti parlano altrettanto giustamente di scandalo. Ma basta ricordarsi in che paese viviamo e conoscere appena un po’ il mondo dell’IT nostrana per capire la genesi di questo mostro da 45 milioni di euro.

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Sciopero nello sciopero

Mercoledì, Febbraio 7th, 2007

Da ieri sera i benzinai sono in sciopero per 48 ore per protestare contro le liberalizzazioni del settore decise dal governo. Bene, sai che c’è? Sciopero anch’io.

Già da lunedì vedevo lunghe file ai distributori, che da sempre proclamano lo sciopero quando vogliono “pompare” le vendite. Io non mi metterò in coda anche stavolta. E se finisco la benzina pazienza, mi ingegnerò. Ma penso di poter “resistere” per 48 ore…

Bugie

Lunedì, Ottobre 2nd, 2006

Commenti politici sulla legge finanziaria.

  • Sinistra: beneficiato il ceto medio, il 90% dei contribuenti pagherà meno tasse.
  • Destra: colpito il ceto medio produttivo, macelleria sociale.

Almeno una delle due parti mente spudoratamente. Quale sarà?

Una cosa è certa. I giornalisti guadagnano molto e pagheranno più tasse: stanno rosicando come castori.

Economia hacker

Mercoledì, Maggio 24th, 2006

Curiosità, competenza, condivisione: le tre caratteristiche dell’hacker, che non è un fantomatico criminale genio del computer, ma una

“persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse, ma in tutti gli aspetti della sua vita” (voce di Wikipedia)

Da questa definizione parte Michele Bottari, che nel suo lungo editoriale su Zeus News analizza le caratteristiche di un’economia hacker basata su condivisione di conoscenze, economie locali e microimprese. Vale la pena leggerlo con attenzione.