Archive for the 'Fantascienza' Category

Simulacri all’italiana

Venerdì, Marzo 28th, 2008

Nel suo romanzo del 1964 I simulacri, Philip K. Dick immagina un futuro in cui il presidente degli Stati Uniti, all’insaputa dei cittadini, è stato sostituito da un robot antropomorfo, manovrato da un’oligarchia invisibile che opera in sordina da dietro le quinte. Quando la popolarità del presidente cala ecco che viene sostituito da un nuovo simulacro, rispettando in tutto e per tutto il rituale democratico, così che poi l’oligarchia possa continuare indisturbata l’applicazione dei suoi piani.

Mara CarfagnaIn Italia siamo un passo avanti. Perché spendere milioni di dollari (o peggio, euro) per un sofisticato automa quando si possono avere degli attori in carne e ossa che per molto meno svolgano le stesse mansioni? Ed ecco che dalla politica italiana sono spariti i politici ed è arrivata un’ondata di presentatori, conduttrici, giornalisti e volti televisivi. Come sempre ad aprire brillantemente la strada è stato lui, e gli altri si sono dovuti affannosamente adeguare. Così adesso abbiamo Elisabetta Gardini, Mara Carfagna, Lilly Gruber, Piero Marrazzo… e la lista continua. Soprattutto lui sceglie ex-veline o bonazze varie, ben conscio che “tira più un pelo di…” ed il telespettatore medio, per un giorno elettore, è ben disposto verso una tv spensierata fatta di poppe e rutti.

Di recente è salito alla ribalta un caso celebre, quello di Gabriella Carlucci, non meglio precisato “volto televisivo” di scuola Mediaset, la quale si è messa a discutere di Fisica con il professor Maiani. La Carlucci è un simulacro a buon mercato aizzato contro l’avversario politico di turno da chi muove i fili, così che costui non si debba nemmeno sporcare le mani. Anche perché voler insegnare ad un emerito professore di Fisica la materia che studia da una vita può esporre a monumentali figure di merda come quella che sta facendo per conto terzi la signora Carlucci, sputtanata sul suo blog da centinaia di commenti tutti clamorosamente a lei avversi.

Il sistema dei simulacri infatti ha una falla, e nemmeno tanto piccola. Il simulacro funziona bene in televisione (ed è lì che infatti Dick lo immagina), dove si può presentare senza contraddittorio in un ambiente “fatto su misura” (per usare le parole di Vespa) sbandierando fotocopie di articoli ed estrapolandone frasi in modo del tutto arbitrario e strumentale, magari traducendo anche male, senza che ovviamente nessuno possa leggere e studiare il tutto per confermare (o, più facilmente, smentire) le tesi del simulacro. Invece su internet succede che l’intelligenza collettiva legga, esamini, setacci e poi risponda a tono. E’ per questo che i politici - salvo rare eccezioni - disertano internet, ed anzi la avversano.

Ma il bello è che i politici usano internet pensando di essere in tv, e magari pure sicuri che nemmeno li si legga, con il mero intento di “presidiare” lo spazio (le vecchie abitudini sono dure a morire). Tanto, alle brutte, bruciato un simulacro se ne mette un altro.

Il film impossibile

Martedì, Gennaio 8th, 2008

Firewall - Accesso negato Durante le feste ho visto un buon film con Harrison Ford intitolato Firewall - Accesso negato, uno dei pochi film a sfondo tecnologico dove non si vedono interfacce fantascientifiche tridimensionali e guru stramboidi che picchiano all’impazzata sulla tastiera, ma situazioni realistiche e aderenti alla realtà tecnologica attuale. Attenzione però: sono realistiche negli USA! In Italia possiamo considerarlo un film di pura fantascienza. Non vi preoccupate, nel seguito non c’è nessuno spoiler, così se non avete visto il film e volete farlo non rovinerò alcuna sopresa.

Ford interpreta il capo della sicurezza dei sistemi informatici di una banca. In una scena apre un terminale su un sistema Unix e configura un firewall impartendo manualmente una serie di comandi che esistono davvero e oltretutto sono appropriati. In Italia è fantascienza, perché un capo, anche tecnico, avrebbe fatto carriera esclusivamente attraverso canali politici e sarebbe quindi a digiuno dal punto di vista operativo. Oltretutto mai e poi mai sarebbe in grado di impartire comandi da una shell Unix, al massimo da una finestra di Windows.

In un’altra scena il protagonista si connette ad internet con il suo portatile via cellulare, in pieno deserto, per seguire un segnale GPS. Con la tecnologia attuale tutto questo è naturalmente possibile. Negli USA lo sarà sicuramente. In Italia no! Da noi gli operatori mobili coprono giusto le grandi città e i maggiori centri turistici o industriali, mentre lasciano scoperti la maggior parte dei piccoli centri, soprattutto in montagna. Vi immaginate la copertura che sarebbe riservata ad un ipotetico deserto? Non solo: anche se ci fosse segnale la tariffa per il traffico dati esaurirebbe il credito disponibile sulla scheda in pochi minuti; nel migliore dei casi l’operatore telefonico applicherebbe a credito una tariffa da strozzinaggio così che, dopo aver bastonato i cattivi ed essere tornato a casa, un Harrison Ford italiano dovrebbe vendersi la casa per pagare la bolletta.

Insomma, Firewall è un discreto film di intrattenimento per passare una serata divertente, ma alla fine non puoi che rimanere con l’amaro in bocca. Ti rendi conto che l’attuale tecnologia - non quella sperimentale e costosissima, ma la normale tecnologia di consumo come portatili, cellulari, GPS, reti, ecc. - permette cose fantastiche; cose fantastiche che in Italia non esistono a causa di barriere artificiose create ad arte da monopolisti di fatto e legislatori miopi, corrotti, anacronistici e draconiani. Immagino che per uno statunitense, un giapponese, un cinese di Hong Kong e Taiwan, ma anche per un nord-europeo, venire in Italia sia come salire sulla macchina del tempo.

Gremlins

Mercoledì, Dicembre 27th, 2006

Gremlins Un piccolo gioiello di ironia sottovalutato.

Returner

Mercoledì, Ottobre 4th, 2006

Returner La buona fantascienza è anche giapponese.