Archive for the 'Guerra' Category

Ma siete pazzi?

Mercoledì, Dicembre 12th, 2007

Chi segue assiduamente l’ottimo blog Petrolio è già perfettamente informato del fatto che l’oro nero stia per terminare. Sì: la Grande Madre Terra sta rapidamente esaurendo le scorte. Ma questa è una notizia per i pochi eletti che si informano su internet anziché su RaiSet e la sua costola di cellulosa.

Grazie allo sciopero degli autotrasportatori forse un dato di fatto è però giunto alle orecchie del grande pubblico, almeno di quello che vuole sentire: il nostro intero stile di vita è basato sul petrolio. Niente petrolio? Niente automobile, niente lavoro, niente provviste, per non parlare di shopping, viaggetti e gitarelle. Niente di quello stile di vita american way che i media nostrani pompano a pieno ritmo fin dai gloriosi tempi della “Milano da bere” e le prime tv del biscione.

Ovviamente nessun governo prenderà mai sulle sue spalle l’onere di iniziare una riorganizzazione della società nel suo complesso, un cambiamento necessario allo stile di vita imperante (e imposto). Figuriamoci poi se l’industria del petrolio o quella dell’automobile lo permetterebbero. Non ci si muoverà da qui finché l’ultima goccia di benzina non sarà uscita dalle pompe. Giunti a quel fatidico momento loro saranno già pronti, ma noi? Eppure per iniziare basterebbe davvero poco, pochissimo, anche solo permettere ove possibile il telelavoro.

Ma no, non si può. Ma come si fa? Andiamo avanti così, in bocca alle magnifiche sorti e progressive, tanto la tecnologia risolverà tutto. Arriverà la magia che ci permetterà di continuare a consumare all’infinito, a ritmi sempre crescenti. Nel frattempo si farà qualche guerra, ma solo per esportare la democrazia. Ridurre i consumi? Ma che siete pazzi?!?

Sono tutti birmani

Giovedì, Ottobre 11th, 2007

Un giorno come gli altri accendi la tv e scopri che l’argomento del giorno è la rivolta dei monaci buddisti in Birmania contro la sanguinosa dittatura che governa il paese. Per intere settimane televisioni e giornali non parlano d’altro: il giorno prima non sapevi nemmeno che esistesse il Myanmar, il giorno dopo ti trovi travolto da un fiume di melassa sulla libertà, i diritti umani, ecc.

Poi vai a farti un giro su Wikipedia e apprendi che in Birmania c’è la dittatura dal 1962. Quindi da 45 anni, ma nessuno se l’era sentita di togliere spazio ai delitti di Novi Ligure, Cogne o Garlasco, alle primarie del Partito Democratico, al Grande Fratello e all’Isola dei Famosi. Almeno fino ad oggi.

Quando ti passa il rincoglionimento mediatico e riesci a tornare lucido per 30 secondi pensi che diritti umani e libertà sono temi con cui di solito si riempiono telegiornali e “Porta a Porta” (magari dopo una puntata sulle tette), ma dei quali importa poco o nulla a direttori e giornalisti. Di sicuro non importa nulla ai governi per i quali lavorano e che libertà e diritti umani li vanno semmai imponendo con la guerra e la tortura.

Poi finalmente leggi quello che sospettavi e che non avevi il coraggio di dire:

La Birmania siede su 19mila miliardi di piedi cubici di gas, e miliardi di barili di petrolio. Petrolio ad alto tenore di zolfo, che le raffinerie birmane non riescono a processare, e quindi rimane praticamente inutilizzato.

Ora sì che è tutto più chiaro e posso tornare ad ignorare il Myanmar, almeno fino a quando non diventerà anche lui un importatore di democrazia (e per i SUV occidentali ci sarà maggiore disponibilità di petrolio ad alto tenore di zolfo).

Bocconi amari

Mercoledì, Febbraio 21st, 2007

Dice che la sinistra, pur di non far cadere il governo, deve inghiottire il boccone amaro della guerra. Ma perché una volta tanto non sono gli altri, pur di governare, a inghiottire il boccone amaro della pace?

In estrema sintesi

Martedì, Febbraio 20th, 2007

Gli Stati Uniti in Italia fanno quello che vogliono e non pagano le tasse. Chi protesta è antiamericano e quindi anche filoterrorista. E nessuno si azzardi a dire che non siamo in democrazia.

Balle papali

Venerdì, Settembre 15th, 2006

Da qualche giorno ascolto, attonito, le dichiarazioni del Papa sull’Islam e sulla sua propensione alla Guerra Santa. D’accordo che l’ala più estremista dell’Islam sia violenta, ma un accenno alla violenza del famelico potere economico occidentale?

Limitarsi a dire che le guerre sante dell’Islam non vanno bene significa affermare una verità soltanto parzialmente, allo scopo di rovesciarla. E’ un artificio retorico il cui risultato è l’affermazione che le guerre occidentali per la conquista delle risorse, per le ricostruzioni, per il business delle armi, ecc. al contrario sono giuste. Queste guerre maledette hanno quindi la benedizione del Papa?

No alla guerra. Da qualunque parte si faccia. Per qualunque motivo si faccia. Punto.

Papa Wojtyla purtroppo manca. E più questo Papa parla e più ce ne accorgiamo.

Le verità nascoste

Martedì, Agosto 1st, 2006

C’è sempre un perché. I comuni mezzi di “disinformazione” ci distraggono dalla verità, ci portano lontano. Ma la verità è sempre lì, nascosta ma c’è, e il nostro compito è forse quello di carpirne umilmente ogni giorno un pezzettino in più.

Leggo su Petrolio, uno dei blog più intelligenti e interessanti che abbia mai frequentato, a proposito dell’invasione israeliana in Libano:

Il Medio Oriente, dove il petrolio abbonda, è afflitto da una cronica mancanza d’acqua, e il fiume Litani, con una portata di 580 milioni di metri cubi all’anno rappresenta la differenza tra l’irrigazione dei campi e lo sviluppo delle industrie e la siccità e la povertà. Storicamente, fin dagli anni ‘40, Israele ha cercato di inserire il fiume nel proprio territorio, mentre il Libano produce addirittura il 35% dell’energia elettrica per via idroelettrica con le acque del Litani.

Si fanno le guerre e ci viene detto che è per “il diritto alla sopravvivenza”, “la garanzia della sicurezza”, “l’esportazione della democrazia”. I motivi sono ben diversi e se vogliamo molto più pratici: le risorse stanno per finire e bisogna lottare per conquistarsele. Chissà cosa succederebbe se il TG della sera aprisse dicendo: “Guerra per le risorse. Gli israeliani attaccano il Libano per accaparrarsi il fiume Litani, mentre gli Stati Uniti consolidano il controllo dei pozzi in Iraq per scongiurare un collasso dell’economia”. Ma per fortuna queste cose evidentemente le sappiamo in pochi.