Ho appena visto un servizio sul TG3 nazionale, il TG “progressista” e “in mano alle sinistre” (il che purtroppo è vero). Un servizio sul terrorismo, di quelli generici, che non dicono niente di preciso, ma servono a diffondere paura, e che spaziava dal terrorismo islamico alle Brigate Rosse, per colpire soltanto alla fine il suo vero obiettivo. Il servizio si è infatti concluso dicendo che nuove ondate di terrorismo potrebbero arrivare dall’interno di movimenti come il no-MOSE e il no-TAV, i quali “viste vane le loro proteste” potrebbero passare alle armi.
E così la bomba psicologica è esplosa, una bomba subdola che deflagra en passant, nascondendo i suoi pallettoni dentro un mare si chiacchiere inutili per colpire meglio quando l’ascoltatore è distratto.
Cittadini come noi, che sempre civilmente e pacificamente hanno manifestato il loro dissenso, hanno protestato entro le regole della democrazia con le quali i potenti si riempiono solo la bocca; cittadini che tentano di salvare il proprio territorio, la propria terra, la propria cultura dall’ingordigia di cementificatori e politici, banche e investitori, speculatori e affaristi; cittadini che, intralciando gli affari dell’establishment, sono chiamati terroristi.
Sono questi gli episodi che più mi fanno paura. Episodi piccoli e apparentemente insignificanti, che però fanno tanto 1984.