Ma siete pazzi?
Mercoledì, Dicembre 12th, 2007Chi segue assiduamente l’ottimo blog Petrolio è già perfettamente informato del fatto che l’oro nero stia per terminare. Sì: la Grande Madre Terra sta rapidamente esaurendo le scorte. Ma questa è una notizia per i pochi eletti che si informano su internet anziché su RaiSet e la sua costola di cellulosa.
Grazie allo sciopero degli autotrasportatori forse un dato di fatto è però giunto alle orecchie del grande pubblico, almeno di quello che vuole sentire: il nostro intero stile di vita è basato sul petrolio. Niente petrolio? Niente automobile, niente lavoro, niente provviste, per non parlare di shopping, viaggetti e gitarelle. Niente di quello stile di vita american way che i media nostrani pompano a pieno ritmo fin dai gloriosi tempi della “Milano da bere” e le prime tv del biscione.
Ovviamente nessun governo prenderà mai sulle sue spalle l’onere di iniziare una riorganizzazione della società nel suo complesso, un cambiamento necessario allo stile di vita imperante (e imposto). Figuriamoci poi se l’industria del petrolio o quella dell’automobile lo permetterebbero. Non ci si muoverà da qui finché l’ultima goccia di benzina non sarà uscita dalle pompe. Giunti a quel fatidico momento loro saranno già pronti, ma noi? Eppure per iniziare basterebbe davvero poco, pochissimo, anche solo permettere ove possibile il telelavoro.
Ma no, non si può. Ma come si fa? Andiamo avanti così, in bocca alle magnifiche sorti e progressive, tanto la tecnologia risolverà tutto. Arriverà la magia che ci permetterà di continuare a consumare all’infinito, a ritmi sempre crescenti. Nel frattempo si farà qualche guerra, ma solo per esportare la democrazia. Ridurre i consumi? Ma che siete pazzi?!?
A partire dagli anni Cinquanta, Shell Nigeria ha estratto una quantità di petrolio pari a 30 milioni di dollari dalle terre della popolazioni Ogoni, nell’area del delta del Niger. L’80% dell’economia nigeriana si basa sui profitti derivanti dal petrolio, che ammontano a 10 miliardi di dollari l’anno e circa la metà delle entrate provengono dalla Shell. La popolazione Ogoni non solo è stata privata dei profitti derivanti dalle ricche risorse naturali delle sue terre, ma vive ancora in gran parte senza elettricità e acqua corrente e sia il terreno sia l’acqua sono stati inquinati da oleodotti aperti, fuoriuscite di petrolio e combustione di gas.







