Archive for the 'Politica' Category

Grande credibilità

Giovedì, Ottobre 29th, 2009

Certo che questo governo è davvero prestigioso. Soprattutto il nostro PresDelCons gode di grande credibilità internazionale. Vedere per credere. E chi lo nega è palesemente un bugiardo comunista anti-italiano.

Lo sprezzo del ridicolo

Sabato, Settembre 26th, 2009

Un’analisi meno lucida

Martedì, Giugno 9th, 2009

La nave affonda Tante chiacchiere post-elettorali, ma i freddi numeri dicono che i grandi sconfitti sono i grandi partiti. Berlusconi puntava alla maggioranza assoluta per disfarsi della Lega. Invece non solo avrà bisogno di Bossi, ma anche di Casini, cacciato con ignominia solo poco tempo fa. Addio sogno napoleonico. Non ride nemmeno il PD, fermo al 26%, probabilmente il suo bacino di voti reale e definitivo. Il PD della “vocazione maggioritaria” è fermo a metà del guado, né carne né pesce. Un corpo estraneo a sinistra, dove non ha alleati naturali. Dovrà per forza imbarcare l’IDV, seppur obtorto collo, da cui si era allontanato pochi mesi fa. E’ probabile che i lungimiranti leader democratici ritentino la fortunata operazione “sinistra radicale” (cioè prendergli i voti e metterli zitti nell’angolino), ma con Di Pietro non sarà altrettanto facile. Né in ogni caso sufficiente per insidiare l’attuale maggioranza. E non ci sono altre alleanze credibili all’orizzonte.

Incrollabile

Domenica, Giugno 7th, 2009

Sono pronto a scommettere che la svendita di Alitalia, la condanna di Mills, le squallide passerelle elettorali all’Aquila, l’abuso di voli di stato e di minorenni, le foto dell’harem, la ridicola immagine internazionale, i soldi pubblici regalati alle banche, la sistematica disattesa di tutte le precedenti promesse elettorali… niente di tutto questo intaccherà l’incrollabile fede dell’elettorato berlusconiano. Un po’, forse, solo la cessione di Kakà.

Votino scìori votino!

Sabato, Giugno 6th, 2009

La chiamata alle urne per l’elettore mi ricorda sempre più quelle acrobazie spericolate al circo, con il presentatore che incalza urlando concitato “Sempre più difficile!”

Gli opposti schieramenti fanno finta di contrapporsi, ma se vai a leggere i programmi (sempre che ci si capisca qualcosa) sono identici. Prendiamo le amministrative. Nel mio comune i programmi del candidato PDL e di quello del PD elencano più o meno le stesse cose: inceneritori, cementificazione da grandi opere, privatizzazione della sanità e naturalmente l’immancabile e vacuo “più aiuti alle famiglie”. E manca la privatizzazione dell’acqua perché… è già in mano ai privati (e le tariffe aumentano di mese in mese). L’unica differenza è che quelli del PD sanno di andare contro la volontà del loro potenziale elettorato e quindi tendono ad essere più criptici ricorrendo a sofisticate perifrasi.

La mia conclusione è che i partiti sono un male non necessario. Quindi a questo giro mi orienterò più alle persone che ai partiti, almeno dove c’è ancora margine. Per esempio per le Europee ci sono De Magistris (indipendente nelle liste IDV) e Alessandro Bottoni (indipendente nelle liste di Sinistra e Libertà), il primo magistrato scomodo per le inchieste sul malaffare politico, il secondo hacktivist per i diritti digitali e la libertà della rete.

Per le amministrative voterò una lista civica. Bisogna stare attenti e scartare le liste civetta, quelle che poi confluiscono nei partiti (che ne sono i promotori occulti). Ma in genere le liste civiche dovrebbero essere svincolate dai partiti, costituite di cittadini come noi, e nessun cittadino vuole inceneritori, acqua privata e cemento a fiumi. Solo i partiti le vogliono. Infiltrare cittadini nei consigli comunali non può che essere un bene. Sarà particolarmente interessante vedere il consenso che raccoglieranno le Liste civiche a 5 stelle, per intendersi quelle sponsorizzate da Beppe Grillo. Un loro eventuale successo potrebbe davvero aprire scenari diversi e departitizzati.

Il comunista

Mercoledì, Aprile 29th, 2009

Ogni giorno i profeti del neoliberismo ci ammorbano tessendo le lodi del libero mercato, di questa “legge naturale” che spazza via l’inefficienza e lascia sopravvivere solo i soggetti migliori, genera concorrenza e abbattimenti dei prezzi, con grande beneficio per i consumatori. La realtà è ben diversa e sotto gli occhi di tutti: nessuna “mano invisibile” che regoli alcunché, solo aiuti di Stato a pioggia sulle imprese più vicine e funzionali all’aristocrazia governante, dalle banche alla Fiat, da Impregilo all’Alitalia. Tutte imprese che, se ci fosse davvero il libero mercato, sarebbero sparite da un pezzo, questo sì con grande beneficio per i cittadini. Giova ricordare che le sovvenzioni statali alle imprese sono tipiche del Comunismo. Perciò è lecito chiedersi se viviamo in una felice e compiuta democrazia neoliberista o sotto un totalitarismo abbellito mediaticamente.

E soprattutto chi sia, fra tutti quanti, il vero comunista.

Il comunista

Il paese dei paradossi

Giovedì, Febbraio 26th, 2009

Paradossi Certe notizie valgono più di mille parole per descrivere lo stato di un paese alla deriva, completamente abbandonato a sé stesso mentre l’aristocrazia dei governanti si arroga sempre più privilegi coprendoli con fumo negli occhi dell’elettore-bue.

A sorpresa manca il numero legale nell’Aula del Senato al momento di votare in via definitiva il ddl Brunetta anti-fannulloni. (Repubblica.it)

Il paese dei paradossi, un paese dove si aiutano i poveri “donandogli” carte di credito vuote, dove si combatte il crimine vietando le intercettazioni, dove è obbligatorio lavorare durante gli scioperi ma senza retribuzione, dove c’è libertà di parola ma chi la esercita va in galera. E si potrebbe continuare per ore…

Ci risiamo

Mercoledì, Dicembre 17th, 2008

“Di Pietro ha come unica stella polare se stesso, come unica fedeltà quella alla propria avventura”. (Corriere.it)

E’ quanto scrive il quotidiano Europa per motivare l’ennesima sconfitta elettorale del sedicente centrosinistra. La colpa naturalmente è di Di Pietro, reo di aver raddoppiato i suoi voti. E di quegli stupidi dei cittadini, che come insegna il vero faro del PD, non capiscono niente e votano come gli pare invece di seguire le direttive di partito.

Il sospetto che il PD sia un partito artificioso, vuoto e inutile - in quanto lo spazio in cui vorrebbe collocarsi è già molto ben presidiato dal PDL - non li sfiora nemmeno. Quindi tutti allineati e coperti verso il baratro, sicuri che se si sfracellano la colpa non è loro, ma dell’infida forza di gravità.

Arriva la Magna Card

Sabato, Novembre 29th, 2008

Social Card

Quella nell’immagine è la famosa Social Card con cui il governo farà l’elemosina di 40 euro al mese ai pochi “fortunati” e testardi che avranno la voglia di mettere in piazza la loro miseria e affrontare la solita imperscrutabile burocrazia.

Guardatela bene. E’ una specie di carta di credito, di quelle ricaricabili. Perché non elargire il ricco bonus con il caro vecchio assegno? La risposta è la solita: non ci guadagnerebbe nessuno. Invece con la carta di credito sì. La emette una banca, e come noto le banche non fanno sconti a nessuno. Ci sono i costi di emissione, ma anche quelli di ricarica. E non solo.

Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica. La produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati. Il circuito di pagamento chiede una percentuale all’esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso. Quindi, auspicando a una compartecipazione dell’esercente alla spesa, sono, a essere ottimisti, altri 6 milioni di spesa statale. Per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste non sono certo esigue perché ammontano a 1 euro a ricarica. Quindi per ogni carta sono 6 euro annui che lo Stato dovrebbe pagare: in ogni caso, applicando ad esempio un costo di 10 centesimi a ricarica, lo Stato comunque versa a Poste italiane circa 800 mila euro in un anno. (Altroconsumo.it)

Guardate meglio: c’è scritto “Poste Italiane”. Lo sapete chi fornisce i servizi bancari delle Poste? Anche qui la risposta è facile. Questi signori non fanno niente per niente: tutto quello che fanno uscire dalle tasche dello Stato (le nostre) rientra sempre nelle loro. E’ un’invariante. Poi per forza non ci sono mai i soldi per fare qualcosa di veramente utile ai cittadini.

Consegnatemi tutto

Giovedì, Novembre 27th, 2008

Consegnatemi tutto!

L’altro giorno su Rete4 ho visto Berlusconi che, davanti ad una platea di ricchi imprenditori plaudenti, invitava gli italiani ad un grande ottimismo, a spendere a rotta di collo e a non abbandonare il loro stile di vita. Premesso che lo stile di vita dei comuni cittadini è molto sobrio da almeno 15 anni, appena è terminato il discorso hanno mandato la pubblicità di Mediashopping.