Archive for the 'Politica' Category

Baciami, stupido

Martedì, Novembre 18th, 2008

Ancora pezzi di verità che emergono. Latorre, teoricamente avversario di Bocchino, gli suggerisce una risposta contro Donadi, teoricamente suo alleato. Le cose ora sono un po’ più chiare: c’è il PDL al governo, con il sostegno esterno del PD, e la sola IDV a fare opposizione contro tutti.

Digli di Pecorella e poi baciami, stupido!

Il nemico comune

Lunedì, Novembre 17th, 2008

La finzione democratica scricchiola ogni giorno di più. Tutti gli sforzi per costruire alla televisione una realtà virtuale in cui si contrappongono due schieramenti con valori e programmi opposti svanisce pronunciando un nome: Ricardo Franco Levi. Era lui ieri il consulente di Prodi per la legge ammazza-internet, è lui oggi il consulente di Berlusconi che presenta praticamente la stessa legge. Gli schieramente opposti, con valori e programmi diversi hanno in comune lo stesso nemico: internet.

Il 13 aprile è stata messa in scena una grande cerimonia di legittimazione del potere costituito. Lo stesso che governava il 12 aprile, lo stesso che continuerà a governare finché pensiamo di scegliere davvero.

Nuove ministre cercansi

Lunedì, Ottobre 6th, 2008

Sono iniziate le selezioni per il prossimo governo.

Silvio Berlusconi non ha ancora sonno: “Fra un’ora comincio a lavorare, ma mi sento fresco. Ero alla notte bianca di Parigi, poi un amico mi ha invitato a questa festa e non ho saputo resistere”. Già all’una di notte, quando lo avevano visto entrare nel club, i ventenni davanti all’ingresso lo avevano punzecchiato: presidente, ma non è un po’ tardi per stare in giro? “Se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre”. Presidente, ma non si ferma mai? “Vi auguro di arrivare a settant’anni nello stato di forma in cui ci sono arrivato io”. (Repubblica.it)

Comunicazione politica e internet

Sabato, Agosto 16th, 2008

Se c’è un politico che ha capito come usare i nuovi mezzi di comunicazione questi non può essere che Antonio Di Pietro. Evidentemente escluso dalla (dis)informazione di regime, all’opposizione dell’opposizione (che in realtà è dalla stessa parte della maggioranza), l’unica speranza di comunicare per Antonio Di Pietro è internet. E la usa bene.

Il modello è chiaramente ispirato all’esperienza web di Beppe Grillo, che infatti ha saputo usare il mezzo in modo eccellente. I modelli vanno saputi scegliere. Di Pietro scrive quotidianamente, spesso forse anche in prima persona, e tratta sempre problemi di stretta attualità politica, problemi reali, che interessano ai suoi elettori ed ai cittadini in generale; a differenza di tutti i suoi colleghi, che usano internet tanto per esserci e parlano di “partite a tennis con Ermete” invece dei problemi di loro competenza.

Tifo per Di Pietro, perché un suo successo politico può finalmente segnare una nuova strada nella comunicazione fra politici e cittadini. Perché non se ne può più di questa nuova nobiltà che parla a noi sudditi solo con la protezione della tv che fa muro davanti a loro.

L’indignazione che indigna

Sabato, Luglio 5th, 2008

Sono stufo di vedere ogni giorno gente che si straccia le vesti indignandosi per la quotidiana legge-vergogna. Sono stufo di sentire commenti increduli sulle ridicole battute del premier e leggere di sondaggi che danno gli italiani del tutto disinteressati ai temi nell’agenda di governo. Così come sono stufo di sentire invettive contro l’elettorato-bue che ha mandato al potere una maggioranza così criminale. Attenzione: non che non sia d’accordo, ma è tutto già visto, già sentito, già ampiamente prevedibile e perciò previsto.

Io sono molto più indignato per la fallimentare strategia politica di Veltroni e del PD, per il finto buonismo ed il moderatismo estremista, per la cialtroneria dei partitini di sinistra che si presentano alle elezioni con 5 liste diverse e identiche e adesso litigano e minacciano ulteriori scissioni perché tutti vogliono fare il capo. Io ce l’ho con l’elettore che ha votato PD perché “bisogna avere cultura di governo”. Ce l’ho con chi ha coniato la formula “partito a vocazione maggioritaria”. Ce l’ho con chi parla male di Berlusconi e però aggiunge che gli inceneritori, il TAV, le discariche vanno fatte. Ce l’ho con chi si scandalizza per il traffico di troie e poi critica la Forleo quando indaga su Fassino e D’Alema.

Più che dell’elettore-bue berlusconiano, con il cervello bollito da anni di Buona Domenica, Lucignolo, Verissimo, la De Filippi e Mike Bongiorno, la responsabilità dell’attuale disastro è di chi sapeva che sarebbe accaduto, ma ha preferito spostarsi verso destra, instaurare il dialogo (sembrava tanto una brava persona, vero?), imitare il berlusconismo. E degli elettori che hanno abboccato all’amo, credendo di votare contro Berlusconi e ritrovandosi ad aver votato sostanzialmente a favore.

Se oggi abbiamo un’opposizione non lo dobbiamo certo a Veltroni e al suo carrozzone di burocrati dialoganti. Se c’è ancora una coscienza civile che si oppone al regime culturale lo dobbiamo a Di Pietro, che mi pento di non aver votato ed è l’unico a fare opposizione in Parlamento; a Grillo, che è riuscito ad incanalare in maniera costruttiva (sì, costruttiva) lo scontento; a Travaglio, che ci racconta cose che altrimenti non sapremmo mai; e di tutti quelli che fanno opposizione dal basso, come Piero Ricca.

Perciò smettiamola di indignarci e di credere alle favole buoniste. Questa al potere non è gente che la si combatte col fioretto ed il dialogo. Questa è gente a cui ci si deve opporre con fermezza, senza tanti giri di parole e senza compromessi. Perché loro non fanno prigionieri.

Giochi di prestigio

Lunedì, Giugno 16th, 2008

Il prestigiatore

Come riuscire in un solo colpo a fare una legge che soddisfi la parte più ipocrita dell’elettorato cattolico (che ti vota) e contemporaneamente favorisca una delle industrie meno “cattoliche” in assoluto (che ti paga)?

Ce lo mostra il senatore del Popolo delle Libertà Alessio Butti. Un suo disegno di legge proibisce e sanziona la pubblicazione di materiale pornografico, però solo su internet. Applausi dei moralisti per la “pulizia delle coscienze” e applausi dei soliti editori tradizionali per il monopolio del porno testé consegnatogli.

Geopolitica

Venerdì, Maggio 16th, 2008

Negli ultimi giorni mi sono posto ossessivamente una domanda. Se in questo Parlamento un uomo di destra come Di Pietro si colloca all’ultrasinistra, tutti gli altri dove si collocano?

Ricorsi storici

Mercoledì, Maggio 14th, 2008

E’ successo raramente nel Parlamento italiano che la facoltà di parola di un deputato dipendesse da quello che dice. L’ultima volta era il 1924.

Il 30 maggio 1924 Matteotti prese la parola alla camera per contestare i risultati delle elezioni tenutesi il precedente 6 aprile. Mentre dai banchi fascisti si levavano urla e risate, Matteotti incalzava con un discorso che sarebbe rimasto famoso […] (citazione da Wikipedia, il grassetto è mio)

A volte ritornano, spesso restano

Martedì, Aprile 29th, 2008

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La “sinistra con cultura di governo” in questi anni ci ha ricordato fino alla nausea che in nessun altro paese del mondo potrebbe esistere un Berlusconi, con i suoi conflitti di interesse, il suo stile cialtronesco, il suo passato oscuro, le sue amicizie equivoche ecc. Tutto giusto. Occorrerebbe però ricordare alla “sinistra con cultura di governo” che in qualsiasi altro paese del mondo un leader politico che ha condotto il suo schieramento ad una delle più devastanti sconfitte di sempre si sarebbe dimesso il giorno dopo. Invece Veltroni è sempre là, sereno, pacato, ma anche determinato a consegnare alla Storia altre mirabolanti Walterloo.

La sinistra sparita

Giovedì, Aprile 17th, 2008

In questi giorni vedo che tutti, giustamente, dicono la loro sull’esito elettorale. Io mi sono interrogato soprattutto sul perché della scomparsa della sinistra in Italia. Una risposta me la sono data e forse riesco a sintetizzarla più o meno come segue.

Mastella con lo 0,1% ha tenuto per le palle il governo Prodi dal primo all’ultimo giorno. Il cartello della sinistra invece, con più del 10%, non ha mai avuto la benché minima voce in capitolo.

Checché ne dica il pensiero mediatico unico (”con la sinistra radicale non si può governare”, ecc.), la sinistra in questi anni ha fatto poco la sinistra. E molti elettori evidentemente sono andati a cercarsela altrove.