Mentre leggevo un ottimo pezzo di Massimo Mantellini sull’invadenza della pubblicità mi veniva in mente proprio un episodio di ieri sera. Dovendo uscire, la mia ragazza mi ha chiesto di registrarle la puntata della serie “Invasion”, cosa che ho prontamente fatto con la mia Dreambox dotata di hard-disk. Quando siamo tornati lei ha voluto subito vedere la registrazione. La Dreambox, registrando in digitale, permette di saltare in un istante quanti minuti si desiderano, funzione indispensabile per evitare la pubblicità. Gli intervalli pubblicitari di Invasion duravano ben 12 minuti ciascuno. Dico: 12 minuti! Ma per fortuna, grazie alla tecnologia fatta per l’uomo, ci siamo sottratti al bombardamento.
Ecco, in questo preciso istante sto facendo anch’io pubblicità ad un prodotto. Non sono pagato per farla, ma ritengo che sia un ottimo prodotto e, possedendolo ormai da qualche anno, ne sono entusiasta. Come direbbe Mantellini, prodotti come la Dreambox vanno nella direzione di internet. Sfortunatamente non è il tipo di prodotto che piace agli inserzionisti, i quali preferiscono di gran lunga la tecnologia contro l’uomo, per cui è facile aspettarsi che presto prodotti simili vengano messi fuori legge.
Esiste quindi una tecnologia pro e una contro l’uomo. I fatti ci insegnano che normalmente il legislatore tende a vietare la tecnologia sgradita ai “potenti”, anche se è pro, a favore di quella contro. Ma allora difendere i propri diritti di libertà e di scelta (incluso vedere o meno la pubblicità) è una cosa da criminali? Forse ancora no, ma lo sta diventando ogni giorno di più.