Archive for the 'SIAE' Category

Liberiamoci della SIAE

Martedì, Marzo 24th, 2009

Tutti purtroppo conoscono la SIAE e la sua sete inestinguibile di denaro: artisti, esercenti, locali pubblici, ma anche i semplici amanti della musica. Se aspettiamo che dall’alto facciano qualcosa per allentarne la morsa mortale stiamo freschi. Dobbiamo pensarci noi, prosciugandone le fonti. Si può fare.

Proprio oggi ho ricevuto in qualità di utente una mail da Jamendo, un servizio che diffonde e promuove la musica libera. Mi esortano a diffondere il loro servizio “pro”, che permette a ristoranti, negozi, bar, locali pubblici in genere di diffondere la musica degli artisti di Jamendo. Il servizio ha un costo contenuto che va a remunerare gli artisti, è molto inferiore alle gabelle del monopolista di Stato, e soprattutto è SIAE-esente: non dovrete più un centesimo alla simpatica Società di Autori ed Editori, assicura Jamendo fornendo un certificato di conformità giuridica. La brochure del servizio è esplicativa.

Naturalmente Jamendo è gratuito per i privati, e ci trovate un sacco di buona musica, nient’affatto inferiore né artisticamente né qualitativamente a quella che potreste trovare sui soliti canali. Sulla mia pagina potete trovare un po’ di musica selezionata da me.

Pensateci e date anche voi il vostro contributo per prosciugare le fonti di sostentamento ai parassiti.

Un giornalismo libero

Martedì, Dicembre 11th, 2007

Quanto sarebbe importante un giornalismo libero sui media mainstream? Tantissimo, ne sono certo. Un bell’esempio - al di là del notissimo Report - è costituito da Punto Informatico, quotidiano web che da anni informa il suo affezionato pubblico sulle nefandezze della politica in materia di tecnologia e nuovi media. In questi anni abbiamo potuto apprendere di scandali come tasse a favore della SIAE, legge Urbani, portaloni mangiasoldi stile Italia.it, la Levi-Prodi e l’ultimissima proposta dell’on. Carlucci di donare 20 milioni di euro a fondo perduto alle major della musica, anche quelle internazionali.

Internet non è ancora mainstream e Punto Informatico non ha il seguito di Porta a Porta, ma ha il merito enorme di aver sollevato le questioni e rese pubbliche le proposte di politici che altrimenti l’avrebbero fatta completamente franca, anche dal punto di vista dell’immagine. Nefandezze che si perpetrano in un silenzio mediatico rotto soltanto dai migliori prodotti della rete.

Beppe Grillo non ha tutti i torti se il prossimo V-Day vuole farlo sull’informazione. Ne frattempo… grazie di cuore Punto Informatico!

Siamo tutti debitori

Mercoledì, Ottobre 10th, 2007

Attento tu che leggi! Per il solo fatto di usare un computer devi dei soldi a Microsoft. Sì, anche tu che come me usi solo GNU/Linux. Perché? Il perché non ti è dato saperlo, ma sappi che è così e basta. Parola di Steve Ballmer, CEO di Microsoft.

Se poi stai ascoltando un tuo CD (regolarmente acquistato) o la radio non fare il furbo: devi dei soldi all’industria della musica. E non fare finta di non saperlo! Potrebbero esserci delle persone nelle vicinanze che odono musica gratis gozzovigliando alle spalle delle major: è francamente inaccettabile.

Quindi accendi un mutuo presso la tua banca (meglio se a tasso variabile) e salda subito i debiti che hai verso tutte queste brave persone!

Tre storie di copyright

Sabato, Settembre 8th, 2007

Che il “Mondo del Copyright” sia impazzito da molto tempo è cosa nota. Adesso però gli Aventi Diritto stanno perpetrando tali e tanti abusi che nessuno può restare indifferente, perché i disastrosi effetti culturali ed economici - a cascata - si ripercuotono sull’intera collettività.

Iniziamo dalle web radio, che in Italia devono sottostare ad un contratto capestro stipulato con la SIAE. In breve le webradio italiane, commerciali e amatoriali, devono stipulare un contratto simile a quello delle radio tradizionali, con alcune peculiari varianti, p.es. che se anche la SIAE concede i diritti, i singoli Aventi Diritto possono per conto proprio revocarli in qualsiasi momento, senza che si possa pretendere alcun rimborso. In pratica si deve pagare la licenza, la quale può essere resa inutile, ma non può essere rimborsata. Intanto pagare, poi si vedrà. Complimenti.

Seconda storia, questa riguardante le radio tradizionali. La Federazione italiana dei discografici diffonde una sentenza della Cassazione che impone alle radio italiane di pagare loro anche i “diritti connessi”, oltre a quelli già versati alla SIAE. In estrema sintesi la SIAE riscuote i diritti per conto di Autori ed Editori, ma questi ultimi da ora riscuotono anche per conto proprio: non al posto della SIAE, ma in più. Si paga due volte.

Varcando i confini italici e spostandoci oltremanica arriviamo alla terza storia. Un ricercatore pubblica un articolo scientifico con una licenza Creative Commons che permette la diffusione, ma nega lo sfruttamento commerciale. L’editore di Oxford Journals lo ripropone sul proprio sito chiedendo soldi per il diritto alla ripubblicazione, violando palesemente i termini della licenza. Ecco dunque gli editori, pronti a seminare morte e distruzione se un libro fuori stampa viene fotocopiato, che se ne fottono del Sacro Diritto d’Autore quando appartiene ad altri.