Archive for the 'Società' Category

La rete dell’orrore

Giovedì, Luglio 3rd, 2008

Basta osservare in maniera un po’ più complessiva le notizie che riguardano la rete per rendersi conto del fatto che, come è successo con l’ondata di notizie sulla criminalità straniera e l’immondizia di Napoli per vincere le elezioni, è in atto una sorta di lavaggio del cervello dell’opinione pubblica su ciò che è internet.

Gli aspetti sociali della rete sono continuamente distorti e demonizzati agli occhi del telespettatore medio e medio lettore di quotidiani. Per la mamma internet è un covo di adescatori di minori e pericoloso luogo dove ci si può facilmente drogare (!), facendo finta di non sapere che la maggior parte delle molestie sessuali avvengono in famiglia e che le droghe vere si trovano all’uscita di scuola. Per il benpensante cattolico internet è fonte di pornografia e perversione - da vietare ovviamente -, fermo restando che nell’edicola sotto casa si può trovare di tutto e poppe, culi e quant’altro fanno bella mostra di sé nei manifesti dei calendari prodotti dalle maggiori case editrici, per non parlare delle tv di Stato o assimilate. Per l’elettore/militante di questo o quel partito politico internet è la zona franca di esagitati, sovversivi, terroristi e chi più ne ha più ne metta (ovviamente tutta gente che non la pensa come loro).

Insomma, per ciascuna tipologia di pubblico i media riescono a confezionare una demonizzazione di internet. Non è infrequente imbattersi in persone che di rete ovviamente non sanno un tubo, ma ti ripetono pari pari le pappardelle ascoltate in televisione, convinte che internet non possa essere una zona franca dove le leggi non valgano e assolutamente persuase che ogni limite all’accesso, ogni paletto alla libertà, ogni cavillo burocratico sia cosa buona e giusta.

Vorrei poter dire alle mamme preoccupate che l’unica cosa che otterranno per i loro figli dalla censura di internet è meno apertura mentale, meno accesso alla conoscenza, meno informazione, meno possibilità di scelta: in una parola, schiavitù. Sarebbe meglio per loro se vigilassero sul bombardamento mediatico a cui sono sottoposti i loro figli dai canali ritenuti “sicuri”: basta fermarsi un pomeriggio a guardare i cartoni animati sulle reti di quelli che vorrebbero chiudere internet.

La propria testa

Mercoledì, Giugno 11th, 2008

Se c’è un falso mito è quello del “pensare con la propria testa”. Tutti siamo convinti di farlo e lo consigliamo agli altri, specialmente quando non la pensano come noi. Infatti il monito “cerca di pensare con la tua testa” in realtà non significa altro che “io ho ragione perché sono superiore e non mi faccio abbindolare da nessuno, tu hai torto perché sei un coglione che abbocca a tutto”.

Ma come si può credere di poter pensare con la propria testa in una società della disinformazione, per di più governata in un regime di rappresentatività? Per essere in grado di pensare con la mia testa dovrei innanzitutto avere accesso alle informazioni e in secondo luogo poter esprimere direttamente le mie idee. Invece sono continuamente bersagliato da informazioni false e/o irrilevanti da parte di tv e giornali, mentre su internet le informazioni rilevanti esistono, ma galleggiano in un mare di nulla. Inoltre, anche se avessi pronto accesso alle informazioni rilevanti, devo comunque delegare qualcuno a rappresentarmi: nella migliore delle ipotesi questo mio rappresentante può pensarla in modo simile a me, mai identico; nella realtà invece sappiamo bene quanto sia distante la classe politica dal mondo in cui viviamo noi comuni mortali.

Quindi nessuno di noi può realisticamente affermare di pensare davvero con la propria testa. Tutti siamo influenzati da altri, ma non c’è niente di male in questo, è semplicemente la storia dell’umanità. Grandi scienziati, scrittori, filosofi… tutti influenzati dal lavoro di chi li ha preceduti e da chi li circondava. Chi siamo noi per sentirci superiori? Il massimo che possiamo fare è cercare di scegliere quelle che riteniamo le migliori fonti di influenza. In questo senso internet ci aiuta perché la peggiore influenza in assoluto è quella di tv e giornali, media a senso unico e dominati dal denaro. Ma come ci si orienta nel grande mare di internet?

Nessun essere umano può esaminare, catalogare, filtrare tutte le informazioni prodotte su internet. I motori di ricerca, in quanto automatizzati, non hanno l’efficacia dell’essere umano e comunque sono anch’essi influenzati da chi li programma. I tanto vituperati blog (vituperati da chi? tv e giornali…) svolgono un po’ la funzione dell’agorà nella grande città virtuale globale. Le persone parlano e discutono sui loro blog e così facendo filtrano le informazioni attraverso il loro punto di vista; che a sua volta è influenzato dall’esperienza e dalle idee di altre persone. Anche un blog insignificante come il mio può influenzare 4 o 5 lettori: apporta il mio pensiero e il mio filtro alle informazioni e ai filtri di altri. Questi pochi ricaveranno informazioni di loro interesse anche se irrilevanti ai più, le interpreteranno secondo le loro categorie e le ricombineranno con altre informazioni che io non possiedo, e con il loro punto di vista influenzeranno a loro volta 5, 50 o 500 lettori, e poi altri e altri ancora. E molti che nemmeno mi conoscono e mai leggeranno quello che scrivo saranno indirettamente influenzati, sebbene in minima parte, dalle mie idee come io da quelle di altri.

Ricordatevi perciò che chi deride il vostro blog da 20 accessi al giorno e vi redarguisce dicendovi “ma pensa con la tua testa!” magari ha saputo che vi sbagliate da Bruno Vespa o Filippo Facci.

Pillola rossa

Venerdì, Febbraio 15th, 2008

“Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni ed i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano. Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo. Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo”
USA Banker’s Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924

Questa citazione (il grassetto è mio) è tratta da La moneta come strumento di dominio, un libriccino di 50 pagine di Piero Sanna. Solo grazie ai “pezzi mancanti” possiamo capire e interpretare veramente la realtà, altrimenti recessioni, crisi economiche, innalzamenti dei tassi, crisi dei mutui, fame nel mondo, malattie non possono che apparirci come piaghe ineluttabili inviate sopra l’umanità da un destino cinico e baro. Invece sono volute e manovrate da uomini.

Se non avete voglia di leggere le 50 pagine di Sanna (che sono interessantissime), date almeno un’occhiata a questa semplice presentazione che in forma tragicomica rende benissimo l’idea.

Ma siete pazzi?

Mercoledì, Dicembre 12th, 2007

Chi segue assiduamente l’ottimo blog Petrolio è già perfettamente informato del fatto che l’oro nero stia per terminare. Sì: la Grande Madre Terra sta rapidamente esaurendo le scorte. Ma questa è una notizia per i pochi eletti che si informano su internet anziché su RaiSet e la sua costola di cellulosa.

Grazie allo sciopero degli autotrasportatori forse un dato di fatto è però giunto alle orecchie del grande pubblico, almeno di quello che vuole sentire: il nostro intero stile di vita è basato sul petrolio. Niente petrolio? Niente automobile, niente lavoro, niente provviste, per non parlare di shopping, viaggetti e gitarelle. Niente di quello stile di vita american way che i media nostrani pompano a pieno ritmo fin dai gloriosi tempi della “Milano da bere” e le prime tv del biscione.

Ovviamente nessun governo prenderà mai sulle sue spalle l’onere di iniziare una riorganizzazione della società nel suo complesso, un cambiamento necessario allo stile di vita imperante (e imposto). Figuriamoci poi se l’industria del petrolio o quella dell’automobile lo permetterebbero. Non ci si muoverà da qui finché l’ultima goccia di benzina non sarà uscita dalle pompe. Giunti a quel fatidico momento loro saranno già pronti, ma noi? Eppure per iniziare basterebbe davvero poco, pochissimo, anche solo permettere ove possibile il telelavoro.

Ma no, non si può. Ma come si fa? Andiamo avanti così, in bocca alle magnifiche sorti e progressive, tanto la tecnologia risolverà tutto. Arriverà la magia che ci permetterà di continuare a consumare all’infinito, a ritmi sempre crescenti. Nel frattempo si farà qualche guerra, ma solo per esportare la democrazia. Ridurre i consumi? Ma che siete pazzi?!?

I prodromi della rivoluzione

Lunedì, Novembre 12th, 2007

E’ pericolosamente riduttivo ricondurre l’assurda morte di Gabriele Sandri e tutto ciò che ne è seguito ad una semplice formula come “è la violenza nel calcio”. Sarebbe una formula troppo comoda per i responsabili di tutto questo. L’episodio va inquadrato in un contesto che vede ogni singolo giorno delinquenti rumeni che stuprano e trucidano donne, squadristi che uccidono a bastonate rumeni, cecchini italiani che sparano nel mucchio dalla finestra di casa, ragazzi di 16 anni percossi da poliziotti fino alla morte, poliziotti uccisi da tifosi, tifosi uccisi da poliziotti…

Sono i sintomi di un paese in avanzato stato di decomposizione, un paese senza guida da troppi decenni, depredato da una classe dirigente impegnata ad arraffare tutto ciò che può e totalmente disinteressata anche solo a prendere atto che ci sono problemi da risolvere. Manca il lavoro, mancano i servizi più elementari, la sicurezza sociale non esiste. Non c’è nessun tipo di ordine, di garanzia, di tutela per nessuno. E’ il “tutti contro tutti”, il fallimento dello Stato.

In situazioni del genere scoppiano le rivoluzioni. Chi le può fare oggi? I pensionati da 400 euro al mese?, gli operai che non sanno come campare la famiglia?, i giovani precari senza futuro? Gli unici gruppi di tipo paramilitare sufficientemente forti sono le frange estremiste del tifo organizzato. Ma il calcio non c’entra nulla. Si scagliano contro lo Stato di cui le forze dell’ordine sono il braccio armato.

Nessuno ha ragione. E’ soltanto il chaos e la legge del più forte.

Horror fiction

Martedì, Giugno 19th, 2007

Facendo uno stanco ed annoiato zapping mi sono imbattuto in una trasmissione agghiacciante: la fiction sulla strage di Erba. Una trasmissione vomitevole, meschina, diseducativa, violenta, a partire dai “protagonisti” resi volutamente mostruosi da un trucco evidente e approssimativo fino alla morbosa ricostruzione degli eventi. Mi sono bastati 5 minuti per porre fine - in preda al disgusto - al mio zapping, spegnendo il televisore e ripiegando su qualche AVI che avevo da parte.

Altro che imbarbarimento: la TV è precipitata in un baratro, un pozzo senza fondo, dove ogni giorno si toccano nuove profondità. E così i delitti, le vite interrotte, il dolore delle vittime (e anche dei carnefici) diventano spettacolo, gialli appassionanti per il pubblico, ricchi contenitori di pubblicità. I carnefici diventano eroi televisivi della fiction o dell’”approfodimento” vespiano, e qualcuno direbbe che si dà soddisfazione alla “pancia” del teleconsumatore, quello che poi compra e vota.

Poi però si rompono tanto i coglioni se quattro ragazzini pubblicano su internet le loro bravate…

In medio stat virtus

Giovedì, Marzo 1st, 2007

I saggi latini dicevano che la virtù sta nel mezzo, nel compromesso, nella moderazione. Io credo che avessero ragione. Il problema risiede nel traslare questa saggezza ai tempi nostri e applicarla alla vita sociale e politica. Volendo dare ascolto ai saggi la virtù sembrerebbe appartenere ai politicamente e socialmente moderati, a quelli “di centro” a prescindere, a quelli che “non ci si può mettere contro”. Ma viviamo in tempi in cui - come ci insegnava anche Orwell - la guerra è pace, il crimine legalità, il sopruso giustizia; e la moderazione estremismo.

Cosa c’è di moderato nella ricerca ossessiva dell’impunità, nel dogma del profitto, nell’intolleranza mascherata da religiosità, nella strenua difesa dei privilegi acquisiti, nel cieco servizio ai poteri economici e alle lobby? E cosa c’è di estremista nella volere la pace, la giustizia sociale, la legalità, il rispetto dell’ambiente in cui dobbiamo vivere? Possibile che solo i partiti politici - tutti - siano i buoni, quelli che hanno la giusta visione d’insieme, quelli che propugnano sacrifici in nome di un superiore ma mai identificato “bene comune”? Perché i cittadini - noi - sono sempre e solo quelli che protestano senza motivo, sono i violenti, simpatizzano per il terrorismo e non vogliono esportare il bene e la democrazia, che si oppongono al progresso?

C’è un distacco totale fra la politica professionista e coloro che in teoria dovrebbe rappresentare. Noi cittadini abbiamo ceduto al totalitarismo culturale e abbiamo piegato le nostre menti alle esigenze di altri, per cui ora tutto ci appare come il suo esatto contrario. Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome: i sedicenti moderati sono i veri estremisti, e quelli che loro chiamano estremisti sono in realtà i moderati. I saggi latini non sbagliavano.

Riflessione

Venerdì, Febbraio 23rd, 2007

Premetto che non sono affatto d’accordo con quei senatori che hanno fatto cadere il governo. Una riflessione generale però mi viene di farla. Come si può definire una società che ormai da diverso tempo considera “estremisti” quelli che vorrebbero la pace?

Occhio non vede, cuore non duole

Martedì, Novembre 14th, 2006

Bufera sulla rete. Alcuni vigliacchi picchiano un compagno indifeso e mettono il video della bravata su internet. “Scandalo! ‘nternette va chiusa! I videogiochi vanno proibiti! Turbano le menti dei giovini”.

Certo che è uno scandalo. Se non ci fosse stata la rete a mostrarci gli aguzzini non l’avremmo mai saputo e avremmo potuto continuare a far finta di niente, nella nostra beata ipocrisia. Maledetta internet! Chissenefrega se i più deboli vengono picchiati, basta che si facciano picchiare lontani dalle nostre coscienze. Anche perché la coscienza l’avevo portata a lavare in tintoria qualche anno fa, ma poi me ne sono dimenticato e l’hanno persa. Oh beh, pazienza. Ma guai a chi me lo ricorda, senza coscienza sto così bene!

Sarà anche colpa della rete, o dei videogiochi, o del computer o della troppa libertà se questi giovani d’oggi non hanno più voglia di lavorare ma solo di andare in discoteca e di schiacciare i deboli. Secondo me bastarebbe più semplicemente finirla con la tv violenta e con la cronaca politica.

Ospitalità

Venerdì, Novembre 3rd, 2006

Non appena ho attivato la scheda wireless del portatile ho scoperto quant’è generosa la gente. E’ impensabile il numero di access point lasciati aperti dai vicini di casa, che offrono gentilmente la loro connettività e le risorse della propria rete casalinga. Grazie di cuore amici.