Archive for the 'Società' Category

Il mondo cambia velocemente

Martedì, Ottobre 3rd, 2006

L’e-mail è “roba da vecchi“: lo dicono i teenager americani, che preferiscono l’instant messaging.

E così, mentre c’è ancora gente che pensa di censurare internet, il mondo cambia rapidamente e va dove gli pare.

O tempora, o mores!

[via Digg]

Niente sesso, siamo italiani

Sabato, Settembre 30th, 2006

Oramai è sulla bocca di tutti l’incredibile proposta di Disposizioni per la tutela della morale pubblica e per la prevenzione delle molestie e delle aggressioni sessuali presentata dall’on. Nan di Forza Italia.

Fra le varie chicche si legge (il grassetto è mio):

È vietato consentire il libero accesso ai siti INTERNET che riproducono contenuti a sfondo sessuale e che divulgano immagini o notizie finalizzate a promuovere o a suscitare fantasie di tipo sessuale.

A questo punto mi chiedo: perché applicarlo solo a internet? Tanto in Italia lo usiamo in quattro gatti. Se è per la tutela della morale pubblica e per la prevenzione delle molestie sarebbe più efficace estenderlo alla televisione, di gran lunga più popolare. Anche se con una legge simile Mediaset chiuderebbe.

[via Punto Informatico]

Squadra Anti Immigrato

Martedì, Agosto 22nd, 2006

Non so perché, ma sono 3-4 giorni che tutti i media mainstream stanno facendo una pressante campagna contro gli immigrati…

Squadra Antitruffa

Essere sempre online

Giovedì, Agosto 10th, 2006

Kopete: Contact List L’instant messaging (tipo MSN, ICQ) è una bella cosa perché permette di stare in contatto istantaneo con tantissime persone con le quali sarebbe altrimenti impossibile, ed è utile sia per il lavoro che per lo svago.

C’è però anche il rovescio della medaglia: il rischio di essere continuamente interrotti nei momenti di concentrazione. Ogni dieci minuti qualcuno ci chiama, per fare una domanda, per dare una risposta, o magari solo per un saluto o due chiacchiere. Molti poi tendono anche ad ignorare lo status che segnala se siamo occupati e non vorremmo essere disturbati.

Basterebbe staccare l’IM allora… se non fosse che provoca una specie di assuefazione. Staccarlo - almeno per quanto mi riguarda - provoca una sorta di disagio, una sensazione di disconnessione col mondo, l’inquietudine di poter perdere un messaggio importante o di non essere raggiungibile da una persona importante se ne avesse bisogno. Ma ogni tanto la solitudine fa bene.

Poveri ricchi!

Mercoledì, Agosto 9th, 2006

Se c’è una cosa che proprio non va giù ai ricchi è pagare le tasse, come ribadisce anche la recente vicenda della cosiddetta tassa sul lusso in Sardegna. Non lo fanno per tirchieria, per loro è proprio una questione di principio. Infatti le tasse pagate dai cittadini dovrebbero andare, per esempio, in servizi come gli ospedali pubblici o per mantenere l’apparato statale. Tutte cose che a loro non servono: loro infatti non usufruiscono della sanità pubblica italiana, ma vanno a farsi curare nelle cliniche svizzere; così come hanno già generosamente contribuito in via privata all’apparato statale, finanziando i politici per farsi approvare leggi ad hoc e sanatorie. Fargli pagare anche le tasse è proprio un’ingiustizia!

Tg Shopping

Martedì, Agosto 1st, 2006

grabbing supplies Ieri sera, a cena, guardo distrattamente il Tg2. Cattura la mia attenzione un servizio di “pubblica utilità” su un’indagine che afferma quanto sia pericoloso viaggiare in auto quando si è stanchi e quanto sia salutare effettuare molte soste quando si viaggia in autostrada. Il servizio mostra persone assonnate alla guida e immagini raccapriccianti di incidenti, in contrasto con altre immagini di persone felici che sostano confortate dai servizi e dalle comodità degli autogrill. Finalmente vengono nominati - fugacemente - gli autori dell’indagine, fra i quali Autogrill S.p.A., mentre si vedono alcune pagine del rapporto con il logo dell’azienda.

Ah, com’è rassicurante sapere che c’è sempre qualcuno che veglia disinteressatamente su di noi e sulla nostra incolumità! E una bella lezione per chi parla di scarsa competizione nel settore delle comunicazioni: Mediashopping non è monopolista assoluto, ma deve fare i conti con l’agguerrita concorrenza del Telegiornale RAI.

L’emblematico caso della Val di Susa

Venerdì, Giugno 30th, 2006

Chi ingrassa sugli appalti della TAV?? Se qualcuno fosse ancora convinto di vivere in una piena democrazia dovrebbe riflettere sulla Val di Susa e sul cosiddetto TAV (Treno ad Alta Velocità) che le lobby di potere economico vogliono realizzare a tutti i costi.

Nonostante numerosi pareri tecnici ben fondati e argomentati (da beppegrillo.it: 1, 2, 3, 4) siano sfavorevoli; nonostante la totalità della popolazione locale sia contraria e, mi permetto di ipotizzare, così anche gran parte dei cittadini italiani; nonostante i costi esorbitanti, l’inevitabile disastro ambientale, i danni per la salute di residenti e operai, i 20 anni di lavori, la non urgenza dell’opera; nonostante tutto questo gli schieramenti, destra e sinistra, sono pienamente d’accordo con le lobby dei costruttori: l’opera si farà.

30-11-05 I politici si trincerano dietro frasi generiche come “E’ necessario per il paese”, “Rischiamo di rimanere tagliati fuori dall’Europa”, o più banalmente “Serve”. La popolazione pacifica che manifesta il proprio dissenso viene picchiata dalla polizia. Cambia governo ma il TAV si fa ugualmente.

Quando la volontà dei cittadini non conta niente, si vota esclusivamente fra due schieramenti politici quasi identici che fanno solo gli interessi di pochi, il dissenso viene represso con la violenza, si può ancora parlare di democrazia?

Quisquiglie

Lunedì, Giugno 26th, 2006

Dicono che sia un grande risultato l’affluenza del 53,6% alle urne per un referendum. A me invece inquieta che per metà degli elettori una profonda riforma della Costituzione sia un fatto marginale, banale, che non li riguarda minimamente, tanto da non meritare nemmeno un segno su un foglio.

Precario o flessibile

Giovedì, Maggio 4th, 2006

Che differenza c’è fra un lavoratore flessibile e uno precario? Il primo ha delle forme di tutela garantite dallo Stato, mentre il secondo no. Per esempio il contratto a tempo determinato è flessibile, mentre il contratto a progetto (così come usato dalle aziende) è precario: infatti il primo prevede indennità di disoccupazione, il secondo no.

Tutti i lavoratori sono assicurati obbligatoriamente contro la disoccupazione involontaria in modo da potere ricevere un’indennità in caso di disoccupazione per mancanza di lavoro. Questo oggi purtroppo non riguarda tutti i lavoratori ma solo quelli con contratto a Tempo Indeterminato, Contratto a Tempo Determinato, Interinale o di Inserimento. Non riguarda quindi i Lavoratori Atipici, ovvero con Contratti di Collaborazione o Progetto. (Guida all’indennità di disoccupazione, Cobas)

La smettano quindi di raccontarci la favola che “in Italia è stata introdotta la flessibilità, la mobilità, ecc.”. Precariato è, e precariato sia chiamato.

Soldi facili

Martedì, Aprile 25th, 2006

Ogni tanto mi arrivano mail con (false) offerte di lavoro favolose, in cui si guadagna tanto senza fare quasi niente. Prontamente le cestino, non prima di aver amaramente riflettuto che lavori del genere non esistono.

Oggi mi devo ricredere: questo tipo di lavoro esiste ed è qualcosa del tipo “esattore dei diritti d’autore sulle opere di qualcun’altro che è morto”. Si guadagna tantissimo senza fare assolutamente nulla.

L’ultima “vittima” è niente meno che Google.

[via Manteblog]