Archive for the 'Sport' Category

I prodromi della rivoluzione

Lunedì, Novembre 12th, 2007

E’ pericolosamente riduttivo ricondurre l’assurda morte di Gabriele Sandri e tutto ciò che ne è seguito ad una semplice formula come “è la violenza nel calcio”. Sarebbe una formula troppo comoda per i responsabili di tutto questo. L’episodio va inquadrato in un contesto che vede ogni singolo giorno delinquenti rumeni che stuprano e trucidano donne, squadristi che uccidono a bastonate rumeni, cecchini italiani che sparano nel mucchio dalla finestra di casa, ragazzi di 16 anni percossi da poliziotti fino alla morte, poliziotti uccisi da tifosi, tifosi uccisi da poliziotti…

Sono i sintomi di un paese in avanzato stato di decomposizione, un paese senza guida da troppi decenni, depredato da una classe dirigente impegnata ad arraffare tutto ciò che può e totalmente disinteressata anche solo a prendere atto che ci sono problemi da risolvere. Manca il lavoro, mancano i servizi più elementari, la sicurezza sociale non esiste. Non c’è nessun tipo di ordine, di garanzia, di tutela per nessuno. E’ il “tutti contro tutti”, il fallimento dello Stato.

In situazioni del genere scoppiano le rivoluzioni. Chi le può fare oggi? I pensionati da 400 euro al mese?, gli operai che non sanno come campare la famiglia?, i giovani precari senza futuro? Gli unici gruppi di tipo paramilitare sufficientemente forti sono le frange estremiste del tifo organizzato. Ma il calcio non c’entra nulla. Si scagliano contro lo Stato di cui le forze dell’ordine sono il braccio armato.

Nessuno ha ragione. E’ soltanto il chaos e la legge del più forte.

La legge è uguale per molti

Lunedì, Febbraio 12th, 2007

Gli stadi italiani non in regola con la legge Pisanu sono stati chiusi al pubblico. Una deroga ha permesso l’ingresso agli abbonati del Milan a San Siro.

Il pacchetto di liberalizzazioni Bersani costringe gli operatori di telefonia mobile ad abolire i costi di ricarica entro il 3 marzo. Un emendamento potrebbe far slittare questo termine regalando 4 mesi agli operatori.

Don Tonino

Giovedì, Febbraio 8th, 2007

Ora sono tutti contro Antonio Matarrese solo perché ha detto che i morti nel calcio fanno parte del sistema e lo spettacolo deve continuare.

Di cosa sarebbe reo don Tonino? Di aver detto quello che pensa? Sì, lui è dispiaciuto per Raciti, Licursi, Spagnolo, De Falchi, per tutte le altre vittime del carrozzone e le loro famiglie. Ma cosa può farci lui? E poi alla fin fine non è un problema suo.

Il suo compito è rappresentare i presidenti, che la pensano esattamente come lui e non per niente l’hanno eletto per farlo. Loro non vogliono sentir parlare di fermare i campionati o giocare a porte chiuse, “i tifosi onesti non possono pagare per tutti”. E loro non ci possono certo rimettere.

Per cui facciamo così: domenica un minuto di silenzio su tutti i campi. E poi per favore possiamo ricominciare?

Un paese normale e uno no

Giovedì, Luglio 13th, 2006

Zinedine Zidane ha terminato la sua carriera - quantomeno in Nazionale - con una testata ad un avversario e conseguente esplusione. Tutto il suo Paese, a cominciare dalle alte cariche dello Stato, si è stretto intorno a lui, anche in modo troppo assoluto e discutibile magari, ma cercando di proteggere il suo figlio prediletto come comprensibilmente può avvenire in un paese normale. I francesi tutti - stampa, tv, politici, cittadini - hanno preso le sue difese puntando il dito più sulle provocazioni di Materazzi che sulla reazione di Zidane. Atteggiamento discutibile, esagerato, parossistico, ma in qualche modo comprensibile.

Due anni fa un giocatore italiano, Francesco Totti, sputò durante una partita del campionato europeo al danese Paulsen, che lo aveva provocato per tutta la partita, e fu giustamente squalificato terminando così il suo torneo. In Italia si scatenò un putiferio, un gioco al massacro contro Totti, di cui gli organi di informazione nostrani ne dissero di tutti i colori, offendendolo e distruggendolo in tutti i modi possibili. Alle timide giustificazioni addotte dal calciatore, che aveva subìto pesanti provocazioni, arrivò in coro la risposta che “un vero campione non deve cadere nelle provocazioni”. Insomma, tutta colpa sua e niente attenuanti. Oggi in Italia, gli stessi giudici inflessibili del comportamento di Totti, parlano di Zidane come di un giocatore che ha reagito a delle provocazioni e che quindi non va condannato su tutta la linea. L’incomprensibile Cossiga si è addirittura permesso di dire, come d’abitudine, alcune assurdità:

‘’Abbiamo vinto il Campionato del mondo grazie all’insulto razzista ‘’sporco arabo'’ lanciato da un cosiddetto eroe del Campionato mondiale all’indirizzo di un giocatore di razza araba che ha reagito certo in modo sportivamente censurabile ma da uomo d’onore'’

Io mi chiedo allora quale sia stata la differenza di comportamento fra i due tale da giustificare dei giudizi così differenti. E mi chiedo anche quale sia il paese normale, quello che - anche esagerando - difende il suo giocatore o quello che lo tratta come il peggiore dei criminali.

Fire in the Sky

Mercoledì, Giugno 14th, 2006

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Per la prima volta da che mi è dato ricordare i Mondiali di calcio non vengono trasmessi dalla tv pubblica, ma da una tv a pagamento, criptata, sul satellite. In una parola: oscurati da Sky, in ostaggio, rilasciati solo dietro il pagamento di un riscatto.

Sky è quella tv che ha strapagato per anni i diritti tv di Juventus, Milan e Inter, lasciando agli altri le briciole. Sky è anche sponsor della Juventus. Sky ha sempre difeso il sistema-Juventus, perché l’obiettivo di una pay-tv basata sul calcio non può essere “vinca il migliore”, ma “vinca quello che mi fa guadagnare di più”. Sky è stata ed è parte integrante di quel sistema che ha rovinato il calcio italiano.

Sky è anche quella che, da monopolista e attraverso la diffusione dei suoi decoder proprietari, può oscurare le tv indipendenti, controcorrente, non allineate ai suoi interessi.

satellite tv just doesn't work...

Sky ovviamente è una corporation che non guarda in faccia a nessuno, alla quale non interessa cosa sia legale e cosa no, ma solo cosa sia più utile al proprio profitto. Così, invece di combattere i network cinesi che trasmettono in streaming su internet le partite di calcio del campionato italiano (dopo aver pagato i diritti alla stessa Sky, s’intende), preferisce denunciare un ragazzo che spiega come fare a vederli, anche se non commette alcun illecito. Una tv quindi che trova la sua ragione d’essere solo nell’ignoranza altrui e che lotta per tenere avvolti i suoi consumatori nell’oscurità, dove può vendergli ciò che vuole.

Ma torniamo a noi. Il velo d’oscurità va squarciato. Non è necessario abbonarsi a Sky per seguire i Mondiali di calcio. Basta armarsi di parabola, di un decoder satellitare non fornito Sky, farsi un giro su Google per trovare decine di siti che riportano per filo e per segno ogni tv satellitare che trasmette le partite, trovarne una (e ce ne sono) che trasmetta in chiaro la partita di nostro interesse… e il gioco è fatto: si segue l’evento, gratuitamente, in modo del tutto legale. E facendo a meno di Sky.

Un servitore dello Stato

Mercoledì, Giugno 7th, 2006

Pausa pranzo per Francesco Saverio Borrelli mentre prosegue le sue indagini sul mondo del calcio.

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Nemmeno la coppa

Venerdì, Maggio 12th, 2006

Al termine di una stagione comunque memorabile rimaniamo a bocca asciutta: la Champions’ League è una chimera e la Coppa Italia ha preso il volo. Ma la passione per la Roma va oltre: lo dimostrano gli 8000 che ieri sera a S.Siro incitavano e poi ringraziavano i ragazzi. Mentre gli interisti erano delusi per aver vinto solo un trofeo secondario, a noi basta il solo impegno per la maglia. Mentre si scopre che gli altri ci rubavano le partite - come del resto ne abbiamo sempre avuto la certezza - noi ci esaltiamo per un gruppo di ragazzi giovani che ha raggiunto il record di 11 vittorie consecutive senza aiuti arbitrali né farmacologici.

La Roma è il volto bello del calcio. E tanto basta.

Tutto regolare

Venerdì, Maggio 5th, 2006

Gli investigatori hanno scoperto all’improvviso che il calcio è truccato. Strano, non ce n’eravamo mai accorti! Nelle trascrizioni di alcune intercettazioni telefoniche si scoprono delle chicche.

Lunedì 20 settembre 2004, alla vigilia della cena a casa Giraudo (martedì 21), vengono designati gli arbitri per la terza di campionato, in programma mercoledì 22. La Juve sarà a Genova contro la Sampdoria. Il 20 mattina Moggi chiede notizie a Pairetto: “Ma che fate oggi i sorteggi?”. Pairetto: “Sì, adesso… comunque abbiamo impostato bene, stiamo definendo, è tutto ok… tutto avanti… a dopo”. Un’ora dopo un’impiegata dalla Figc chiama Moggi: “Sono usciti gli arbitri per mercoledì”. E lui: “Sì, sì, ma li conosco già: abbiamo Dondarini”. La donna è stupita: “Ah, li conosce già? Sì, Dondarini, esatto”. L’indomani un Dondarini emozionatissimo chiama Pairetto per ringraziarlo (l’arbitro era stato pure candidato da Pairetto ad internazionale). Pairetto: “Mi raccomando, Donda… Fai una bella partita, che sai che lì sono sempre…”. Dondarini: “… particolari…”. Pairetto: “Infatti, quindi con cinquanta occhi bene aperti… per vedere anche quello che non c’è, a volte… So che arbitrerai benissimo”. La Juve vince 3-0, a mani basse. Il primo gol è su rigore, generosamente concesso dal Donda fra le proteste. All’ultimo minuto il guardalinee segnala un rigore anche per la Samp: fallo in area su Pagano. Il Donda indica il dischetto, ma poi, quando Flachi sta per calciare, cambia idea e trasforma il penalty in corner. Finisce in rissa. L’indomani il malcapitato telefona a Pairetto: “Bella battaglia, hai visto? Questi della Samp erano fuori di testa, se non c’erano i giocatori della Juve che mi aiutavano, non so come finiva la partita… Ho dovuto dare un rigore (alla Juve), che era di un netto, Gigi… Emerson mi guarda subito come a dire “oh, ma questo è rigore”, e io tranquillamente fischio e indico il rigore, solo che sai lì nessuno ha capito niente… il pubblico… Poi per fortuna mi dicono che c’è l’inquadratura dietro la porta che fa vedere che è nettissimo… Non puoi dare un rigore perché è una grossa squadra?”. Quanto al rigore dato e poi tolto alla Samp, è tutta colpa del guardalinee: “Mi ha detto: “Donda, scusami, ho fatto una gran cazzata, non dare il rigore, è solo angolo”. Allora, sul 3-0, gli ho detto: “Ma ormai diamo il rigore”. Ma lui fa: “No, assolutamente non darlo, perché facciamo una figura di merda”. Alla fine l’episodio non è stato bello, ma è meglio non averlo dato… Alla fine credo di averla portata via limitando i danni…”. (da Repubblica.it)

In pratica il designatore dice all’arbitro di far vincere una certa squadra. L’arbitro lo fa e poi telefona soddisfatto al designatore per chiedergli “Sono stato bravo?”. So già che anche questa volta la faranno franca (d’altronde siamo in Italia), ma sono proprio curioso di sapere come faranno a convincerci che si tratta solo di un grosso equivoco.

[via Impero Giallorosso]

Scarsa comprensione

Mercoledì, Febbraio 15th, 2006

Su Repubblica un trafiletto che tenta di capire i motivi del crollo di spettatori negli stadi di Serie A negli ultimi anni:

“Negli anni Novanta l’Italia era al comando, il paese con la più alta media spettatori per partita d’Europa: quasi 35.000 in serie A, mentre la Francia, all’ultimo posto fra i cinque principali tornei, era intorno ai 10.000. Oggi siamo al quinto ed ultimo posto, con meno di 22.000 spettatori, ben lontani dai 39.000 della Germania. […] Poi un trend più o meno costante di declino: in quindici anni si sono persi in Italia 17.000 spettatori per gara, mentre in Premier League l’affluenza è cresciuta di 14.000. Il calo si è accentuato in questo campionato: ci sono stati in media oltre 3.000 spettatori in meno per gara. Ultimamente c’è stato un po’ di recupero ma a fine stagione la serie A rischia seriamente di perdere oltre un milione di spettatori. […] Ma quali sono le cause che hanno portato a questo calo (crollo) di spettatori? Tante: i prezzi alti, l’invadenza della tv, gli stadi scomodi, il rischio incidenti (molto minore rispetto al passato). Ma gli stadi erano scomodi anche prima, e i prezzi non sono mai stati popolari. Allora? Allora forse la causa principale è data dal fatto che ormai il calcio è stato svenduto alle tv, ai telefonini, a Internet, eccetera eccetera.”

Non capiscono (o non vogliono capire) che ormai vincono sempre le stesse squadre, che già a luglio si sa chi vincerà il campionato, che così l’interesse sull’evento è praticamente azzerato. Ma è certamente più comodo dare la colpa a internet e ai pirati cattivi.

La fiera del potere

Giovedì, Febbraio 9th, 2006

C’è grande indignazione trasversale nel mondo politico italiano verso le contestazioni alle Olimpiadi Invernali di Torino. Eppure in una democrazia i cittadini dovrebbero avere il diritto di manifestare il loro dissenso, tantopiù che le Olimpiadi, come le altre grandi manifestazioni sportive di massa, non sono più da tempo “Feste dello Sport”, ma vere e proprie “Fiere del Potere”. Ne è la dimostrazione la partecipazione come tedofori di personaggi quali Adriano Galliani e Antonio Giraudo, gente che ha fatto del sopruso, della corruzione, della frode finanziaria, del doping e dell’uso di qualsiasi altro mezzo illecito pur di raggiungere la vittoria la propria filosofia di vita.