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Pacifisti terroristi

Mercoledì, Agosto 1st, 2007

Ho appena visto un servizio sul TG3 nazionale, il TG “progressista” e “in mano alle sinistre” (il che purtroppo è vero). Un servizio sul terrorismo, di quelli generici, che non dicono niente di preciso, ma servono a diffondere paura, e che spaziava dal terrorismo islamico alle Brigate Rosse, per colpire soltanto alla fine il suo vero obiettivo. Il servizio si è infatti concluso dicendo che nuove ondate di terrorismo potrebbero arrivare dall’interno di movimenti come il no-MOSE e il no-TAV, i quali “viste vane le loro proteste” potrebbero passare alle armi.

E così la bomba psicologica è esplosa, una bomba subdola che deflagra en passant, nascondendo i suoi pallettoni dentro un mare si chiacchiere inutili per colpire meglio quando l’ascoltatore è distratto.

Cittadini come noi, che sempre civilmente e pacificamente hanno manifestato il loro dissenso, hanno protestato entro le regole della democrazia con le quali i potenti si riempiono solo la bocca; cittadini che tentano di salvare il proprio territorio, la propria terra, la propria cultura dall’ingordigia di cementificatori e politici, banche e investitori, speculatori e affaristi; cittadini che, intralciando gli affari dell’establishment, sono chiamati terroristi.

Sono questi gli episodi che più mi fanno paura. Episodi piccoli e apparentemente insignificanti, che però fanno tanto 1984.

L’emblematico caso della Val di Susa

Venerdì, Giugno 30th, 2006

Chi ingrassa sugli appalti della TAV?? Se qualcuno fosse ancora convinto di vivere in una piena democrazia dovrebbe riflettere sulla Val di Susa e sul cosiddetto TAV (Treno ad Alta Velocità) che le lobby di potere economico vogliono realizzare a tutti i costi.

Nonostante numerosi pareri tecnici ben fondati e argomentati (da beppegrillo.it: 1, 2, 3, 4) siano sfavorevoli; nonostante la totalità della popolazione locale sia contraria e, mi permetto di ipotizzare, così anche gran parte dei cittadini italiani; nonostante i costi esorbitanti, l’inevitabile disastro ambientale, i danni per la salute di residenti e operai, i 20 anni di lavori, la non urgenza dell’opera; nonostante tutto questo gli schieramenti, destra e sinistra, sono pienamente d’accordo con le lobby dei costruttori: l’opera si farà.

30-11-05 I politici si trincerano dietro frasi generiche come “E’ necessario per il paese”, “Rischiamo di rimanere tagliati fuori dall’Europa”, o più banalmente “Serve”. La popolazione pacifica che manifesta il proprio dissenso viene picchiata dalla polizia. Cambia governo ma il TAV si fa ugualmente.

Quando la volontà dei cittadini non conta niente, si vota esclusivamente fra due schieramenti politici quasi identici che fanno solo gli interessi di pochi, il dissenso viene represso con la violenza, si può ancora parlare di democrazia?