Archive for the 'Tecnologia' Category

Il film impossibile

Martedì, Gennaio 8th, 2008

Firewall - Accesso negato Durante le feste ho visto un buon film con Harrison Ford intitolato Firewall - Accesso negato, uno dei pochi film a sfondo tecnologico dove non si vedono interfacce fantascientifiche tridimensionali e guru stramboidi che picchiano all’impazzata sulla tastiera, ma situazioni realistiche e aderenti alla realtà tecnologica attuale. Attenzione però: sono realistiche negli USA! In Italia possiamo considerarlo un film di pura fantascienza. Non vi preoccupate, nel seguito non c’è nessuno spoiler, così se non avete visto il film e volete farlo non rovinerò alcuna sopresa.

Ford interpreta il capo della sicurezza dei sistemi informatici di una banca. In una scena apre un terminale su un sistema Unix e configura un firewall impartendo manualmente una serie di comandi che esistono davvero e oltretutto sono appropriati. In Italia è fantascienza, perché un capo, anche tecnico, avrebbe fatto carriera esclusivamente attraverso canali politici e sarebbe quindi a digiuno dal punto di vista operativo. Oltretutto mai e poi mai sarebbe in grado di impartire comandi da una shell Unix, al massimo da una finestra di Windows.

In un’altra scena il protagonista si connette ad internet con il suo portatile via cellulare, in pieno deserto, per seguire un segnale GPS. Con la tecnologia attuale tutto questo è naturalmente possibile. Negli USA lo sarà sicuramente. In Italia no! Da noi gli operatori mobili coprono giusto le grandi città e i maggiori centri turistici o industriali, mentre lasciano scoperti la maggior parte dei piccoli centri, soprattutto in montagna. Vi immaginate la copertura che sarebbe riservata ad un ipotetico deserto? Non solo: anche se ci fosse segnale la tariffa per il traffico dati esaurirebbe il credito disponibile sulla scheda in pochi minuti; nel migliore dei casi l’operatore telefonico applicherebbe a credito una tariffa da strozzinaggio così che, dopo aver bastonato i cattivi ed essere tornato a casa, un Harrison Ford italiano dovrebbe vendersi la casa per pagare la bolletta.

Insomma, Firewall è un discreto film di intrattenimento per passare una serata divertente, ma alla fine non puoi che rimanere con l’amaro in bocca. Ti rendi conto che l’attuale tecnologia - non quella sperimentale e costosissima, ma la normale tecnologia di consumo come portatili, cellulari, GPS, reti, ecc. - permette cose fantastiche; cose fantastiche che in Italia non esistono a causa di barriere artificiose create ad arte da monopolisti di fatto e legislatori miopi, corrotti, anacronistici e draconiani. Immagino che per uno statunitense, un giapponese, un cinese di Hong Kong e Taiwan, ma anche per un nord-europeo, venire in Italia sia come salire sulla macchina del tempo.

Le cose cambiano

Sabato, Dicembre 22nd, 2007

Quando iniziai ad usare GNU/Linux si poteva scegliere fra due desktop manager. Uno era Gnome, basato completamente su software libero. L’altro era KDE, che aveva il difetto di essere costruito sopra un toolkit proprietario, le librerie Qt della Trolltech. I più accesi sostenitori del software libero spingevano Gnome, mentre KDE era guardato in cagnesco. Io scelsi Gnome.

Poi ci fu un evento che cambiò le carte in tavola: la lungimirante Trolltech rilasciò il proprio toolkit con licenza GPL, rendendolo libero. Ciò implicò che le librerie Qt, abbracciando il free software, divennero sostanzialmente gratuite. Gravi perdite per la Trolltech? No, la semi-sconosciuta software house norvegese ha costruito un fiorente business sulle sue Qt, adottando una politica commerciale di dual licensing. Da allora KDE entrò a pieno titolo nel software libero e si diffuse a macchia d’olio. Io passai a KDE perché lo preferivo tecnicamente (de gustibus…).

Oggi Gnome si è chiuso da solo nella trappola Mono. Vive in simbiosi con Microsoft e la comunità del software libero lo guarda in cagnesco. Ironia della sorte! I ruoli si sono invertiti.

La morale della favola? Software libero non vuol dire gratis ed è un modello che può portare allo sviluppo di un’economia importante ed equa. Il software proprietario è una trappola, sia per gli sviluppatori che per gli utenti.

Ancora non ci siamo

Giovedì, Novembre 22nd, 2007

Arriva Kindle, il lettore e-book di Amazon. Lodevole iniziativa, ma non ci siamo proprio. Da anni agogno un lettore di e-book come si deve (ho tantissimo materiale elettronico da leggere), ma nessuno sembra aver compreso ancora da che parte va il mondo.

Io voglio un lettore aperto, con cui possa leggere pdf, chm, pagine html, file di testo semplice, su cui possa caricare a mio piacimento attraverso standard di comunicazione (usb, reti wireless o quello che è) ciò che mi pare.

E invece, ad intervalli regolari, esce puntualmente il “nuovo” lettore rivoluzionario da 400 dollari: comunica con un protocollo proprietario, legge solo e-book in formato proprietario che si possono ottenere esclusivamente dal produttore a cifre “modiche” (10 dollari, come e più di un libro stampato).

Ma se a me non interessano il Wall Street Journal, La Repubblica o l’ultimo romanzetto pop di Dan Brown? Se io voglio leggermi il libro Creative Common in pdf del tale autore non mainstream?

Niente da fare, il mio lettore e-book non arriva mai. E devo continuare ad arrangiarmi col portatile e con la GP2X.

[via aGhost]

Cultural divide

Mercoledì, Giugno 6th, 2007

L’Italia è una Repubblica fondata sulla televisione. Finché la televisione sostituirà la coscienza degli italiani per questo paese disgraziato non c’è speranza. E dopo aver letto lo studio commissionato dall’Osservatorio Permanente sui Contenuti Digitali, il quale afferma che solo il 48% degli italiani usa internet (e solo il 14% lo fa attivamente!) la depressione prende il sopravvento.

In un passo dello studio si legge:

Sembra dunque che sia la discriminante culturale a permettere e orientare gli utenti verso un utilizzo attivo o passivo delle nuove tecnologie: la tecnologia di per sé costituisce uno strumento neutro. Più che di digital divide è quindi più corretto parlare di cultural divide tecnologico.

Quindi se il vero potere ai giorni nostri lo si esercita per mezzo della televisione, se internet è l’unico medium che la può scavalcare e se la cultura favorisce una migrazione verso internet, appare diabolicamente logico l’imbarbarimento culturale inseguito ossessivamente dalla televisione e quale ne sia il fine.

Mi preme osservare anche un’altra cosa. L’Osservatorio che ha commissionato lo studio fa riferimento alle major italiane dell’intrattenimento (FIMI, editori, ecc.). Lo studio afferma che solo il 15% della popolazione fa uso del P2P tanto inviso ai committenti e che i free downloader sono appena l’8% della popolazione. Si legge però anche che

Rispetto all’acquisto di contenuti culturali notiamo che l’acquisto “frequente” (più di 10 libri/DVD/CD) è un fenomeno purtroppo minoritario - con percentuali tra il 6% e il 9% della popolazione - e che nel nostro paese interessa il segmento della popolazione che si caratterizza per una più elevata fruizione di contenuti culturali e maggiore propensione tecnologica: gli Eclettici sono infatti gli alto-acquirenti (>10 unità) per eccellenza di CD musicali, DVD e libri.

Tradotto: le persone che utilizzano maggiormente il filesharing sono anche quelle che acquistano più contenuti. Una tesi da sempre sostenuta dagli anti-repressionisti, la cui veridicità è quindi nota anche ai persecutori. Appaiono quindi chiare due cose:

  1. le fantomatiche perdite miliardarie denunciate dai cinefonografici nostrani sono gonfiate e assolutamente non sostenute dai fatti, e comunque non causate dal filesharing;
  2. non è il rimedio alle “perdite” il vero obiettivo della repressione su internet.

Se un maggiore utilizzo del filesharing è accompagnato da maggiore propensione all’acquisto, l’obiettivo delle campagne di repressione potrebbe essere un altro: scoraggiare la consapevolezza e l’uso delle tecnologie per contrastare una potenziale emorragia di teledipendenti. Come si fa a non essere d’accordo con chi vuole soltanto salvaguardare l’occupazione nella povera industria dell’intrattenimento?

[via Punto Informatico]

Tastare il polso

Venerdì, Aprile 13th, 2007

A volte per tastare il polso dell’ICT italiana non servono complicati report di importanti società specializzate, ma è sufficiente saper leggere alcuni fatti apparentemente irrilevanti. Per esempio che Amazon resta fuori dall’Italia per il

cronico ritardo tecnologico che affligge il mercato italiano, dove la banda larga e l’e-commerce sono ancora agli albori e dove due fattori frenano la crescita del sistema Italia: la scarsa volontà di fare ricerca e innovazione, ma anche e soprattutto la quasi inesistente propensione di chi investe a rischiare con progetti nuovi.

Oppure che il Google Developer Day 2007 toccherà alcune delle maggiori città europee, ma non l’Italia.

Totalmente connesso/ Azione

Giovedì, Agosto 24th, 2006

Look ma, no wires! Dopo le prime esplorazioni di mobile connectivity è arrivato il momento della pratica ed ho effettuato la prima navigazione in GPRS.

(more…)

Addio internet?

Venerdì, Giugno 9th, 2006

Ieri, giovedì 8 giugno 2006, il Congresso USA ha rigettato definitivamente il concetto di neutralità della rete. Un brutto colpo per internet, sulle cui conseguenze ha più volte insistito anche Punto Informatico.

[via digg]

Giorni contati

Martedì, Giugno 6th, 2006

In questi giorni Google sta lanciando un nuovo servizio: Google Spreadsheet. Si tratta di un foglio di calcolo utilizzabile su web, compatibile con Microsoft Excel e che, a giudicare dal tour, sembra rivaleggiare in tutto e per tutto con un’applicazione tradizionale, oltre al valore aggiunto (e questa è la cosa importante) offerto dalla rete, dalla pubblicazione del proprio lavoro alla collaborazione con gli altri.

tour1.gif

E così un’altra applicazione, dopo la posta (GMail), le note (Notebook), le mappe (Google Maps) e tutti gli altri servizi che si trovano nei Google Labs, si aggiunge a quel desktop web che tanto spaventa Microsoft…

[via Zeus News]

Attentato!

Venerdì, Aprile 7th, 2006

Proprio oggi le nostre solerti istituzioni si sono accorte che da 2-3 anni è in atto un pericolosissimo googlebombing che può capovolgere l’esito delle imminenti elezioni impedendone il corretto svolgimento democratico.

Ma ora il commissario dell’ Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Enzo Savarese, dopo molte segnalazioni pervenute, ha chiesto di verificare modalità, responsabili e mandanti dell’azione di pirateria informatica. E’ stata attivata la Polizia postale. (repubblica.it)

Ora mi sento più tranquillo. Questi pirati vanno arrestati, soprattutto i mandanti, che adesso hanno messo le mani anche sui gangli del potere telematico. Bisogna spegnere immediatamente internet, covo di pericolosissimi sovversivi che non guardano nemmeno la televisione. Telefonerò a Google per questo.

Massimo Mantellini ha seguito la vicenda riportando le varie agenzie susseguitesi nel corso del travagliato pomeriggio.

Avanti così

Giovedì, Marzo 30th, 2006

L’Italia è appena passata dal 45° al 42° posto (su 115) nell’indice globale del World Economic Forum (WEF) per quanto riguarda l’innovazione tecnologica. Finalmente abbiamo superato paesi come Mauritius, Lituania e Grecia e possiamo dare l’assalto al 41° posto della Repubblica Slovacca!

[via Punto Informatico]