Archive for the 'Televisione' Category

Minculpop

Domenica, Luglio 19th, 2009

Anche al cinema si lavora per la campagna elettorale. Nel film Una notte al Museo 2, da poco nelle sale, il protagonista Ben Stiller incontra un Napoleone, che gli racconta che in Italia circola un suo discendente, un tempo “cantante su una nave, e che a certi piace molto”. Nella versione doppiata in italiano, la frase è diventata: “che piace molto a tutti”.

(Megachip, Intervista di Berlusconi ‘manipolata’ per la TV)

Telegiornale

Mercoledì, Novembre 26th, 2008

Da bambino non mi piaceva il telegiornale: una litanìa interminabile di notizie, senza alcuna correlazione, di cui non capivo niente. Crescendo ho iniziato pian piano ad interessarmi alle notizie e ai telegiornali, ma confesso di avere ancora la sensazione di capirci ben poco. Tante notizie, alla rinfusa, enunciate superficialmente e senza spiegarne cause, effetti o antefatti. Così ho capito che i notiziari sono fatti apposta perché non si capiscano. Proprio come avevo intuito da bambino.

Nuove ministre cercansi

Lunedì, Ottobre 6th, 2008

Sono iniziate le selezioni per il prossimo governo.

Silvio Berlusconi non ha ancora sonno: “Fra un’ora comincio a lavorare, ma mi sento fresco. Ero alla notte bianca di Parigi, poi un amico mi ha invitato a questa festa e non ho saputo resistere”. Già all’una di notte, quando lo avevano visto entrare nel club, i ventenni davanti all’ingresso lo avevano punzecchiato: presidente, ma non è un po’ tardi per stare in giro? “Se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre”. Presidente, ma non si ferma mai? “Vi auguro di arrivare a settant’anni nello stato di forma in cui ci sono arrivato io”. (Repubblica.it)

Comunicazione politica e internet

Sabato, Agosto 16th, 2008

Se c’è un politico che ha capito come usare i nuovi mezzi di comunicazione questi non può essere che Antonio Di Pietro. Evidentemente escluso dalla (dis)informazione di regime, all’opposizione dell’opposizione (che in realtà è dalla stessa parte della maggioranza), l’unica speranza di comunicare per Antonio Di Pietro è internet. E la usa bene.

Il modello è chiaramente ispirato all’esperienza web di Beppe Grillo, che infatti ha saputo usare il mezzo in modo eccellente. I modelli vanno saputi scegliere. Di Pietro scrive quotidianamente, spesso forse anche in prima persona, e tratta sempre problemi di stretta attualità politica, problemi reali, che interessano ai suoi elettori ed ai cittadini in generale; a differenza di tutti i suoi colleghi, che usano internet tanto per esserci e parlano di “partite a tennis con Ermete” invece dei problemi di loro competenza.

Tifo per Di Pietro, perché un suo successo politico può finalmente segnare una nuova strada nella comunicazione fra politici e cittadini. Perché non se ne può più di questa nuova nobiltà che parla a noi sudditi solo con la protezione della tv che fa muro davanti a loro.

La rete dell’orrore

Giovedì, Luglio 3rd, 2008

Basta osservare in maniera un po’ più complessiva le notizie che riguardano la rete per rendersi conto del fatto che, come è successo con l’ondata di notizie sulla criminalità straniera e l’immondizia di Napoli per vincere le elezioni, è in atto una sorta di lavaggio del cervello dell’opinione pubblica su ciò che è internet.

Gli aspetti sociali della rete sono continuamente distorti e demonizzati agli occhi del telespettatore medio e medio lettore di quotidiani. Per la mamma internet è un covo di adescatori di minori e pericoloso luogo dove ci si può facilmente drogare (!), facendo finta di non sapere che la maggior parte delle molestie sessuali avvengono in famiglia e che le droghe vere si trovano all’uscita di scuola. Per il benpensante cattolico internet è fonte di pornografia e perversione - da vietare ovviamente -, fermo restando che nell’edicola sotto casa si può trovare di tutto e poppe, culi e quant’altro fanno bella mostra di sé nei manifesti dei calendari prodotti dalle maggiori case editrici, per non parlare delle tv di Stato o assimilate. Per l’elettore/militante di questo o quel partito politico internet è la zona franca di esagitati, sovversivi, terroristi e chi più ne ha più ne metta (ovviamente tutta gente che non la pensa come loro).

Insomma, per ciascuna tipologia di pubblico i media riescono a confezionare una demonizzazione di internet. Non è infrequente imbattersi in persone che di rete ovviamente non sanno un tubo, ma ti ripetono pari pari le pappardelle ascoltate in televisione, convinte che internet non possa essere una zona franca dove le leggi non valgano e assolutamente persuase che ogni limite all’accesso, ogni paletto alla libertà, ogni cavillo burocratico sia cosa buona e giusta.

Vorrei poter dire alle mamme preoccupate che l’unica cosa che otterranno per i loro figli dalla censura di internet è meno apertura mentale, meno accesso alla conoscenza, meno informazione, meno possibilità di scelta: in una parola, schiavitù. Sarebbe meglio per loro se vigilassero sul bombardamento mediatico a cui sono sottoposti i loro figli dai canali ritenuti “sicuri”: basta fermarsi un pomeriggio a guardare i cartoni animati sulle reti di quelli che vorrebbero chiudere internet.

La propria testa

Mercoledì, Giugno 11th, 2008

Se c’è un falso mito è quello del “pensare con la propria testa”. Tutti siamo convinti di farlo e lo consigliamo agli altri, specialmente quando non la pensano come noi. Infatti il monito “cerca di pensare con la tua testa” in realtà non significa altro che “io ho ragione perché sono superiore e non mi faccio abbindolare da nessuno, tu hai torto perché sei un coglione che abbocca a tutto”.

Ma come si può credere di poter pensare con la propria testa in una società della disinformazione, per di più governata in un regime di rappresentatività? Per essere in grado di pensare con la mia testa dovrei innanzitutto avere accesso alle informazioni e in secondo luogo poter esprimere direttamente le mie idee. Invece sono continuamente bersagliato da informazioni false e/o irrilevanti da parte di tv e giornali, mentre su internet le informazioni rilevanti esistono, ma galleggiano in un mare di nulla. Inoltre, anche se avessi pronto accesso alle informazioni rilevanti, devo comunque delegare qualcuno a rappresentarmi: nella migliore delle ipotesi questo mio rappresentante può pensarla in modo simile a me, mai identico; nella realtà invece sappiamo bene quanto sia distante la classe politica dal mondo in cui viviamo noi comuni mortali.

Quindi nessuno di noi può realisticamente affermare di pensare davvero con la propria testa. Tutti siamo influenzati da altri, ma non c’è niente di male in questo, è semplicemente la storia dell’umanità. Grandi scienziati, scrittori, filosofi… tutti influenzati dal lavoro di chi li ha preceduti e da chi li circondava. Chi siamo noi per sentirci superiori? Il massimo che possiamo fare è cercare di scegliere quelle che riteniamo le migliori fonti di influenza. In questo senso internet ci aiuta perché la peggiore influenza in assoluto è quella di tv e giornali, media a senso unico e dominati dal denaro. Ma come ci si orienta nel grande mare di internet?

Nessun essere umano può esaminare, catalogare, filtrare tutte le informazioni prodotte su internet. I motori di ricerca, in quanto automatizzati, non hanno l’efficacia dell’essere umano e comunque sono anch’essi influenzati da chi li programma. I tanto vituperati blog (vituperati da chi? tv e giornali…) svolgono un po’ la funzione dell’agorà nella grande città virtuale globale. Le persone parlano e discutono sui loro blog e così facendo filtrano le informazioni attraverso il loro punto di vista; che a sua volta è influenzato dall’esperienza e dalle idee di altre persone. Anche un blog insignificante come il mio può influenzare 4 o 5 lettori: apporta il mio pensiero e il mio filtro alle informazioni e ai filtri di altri. Questi pochi ricaveranno informazioni di loro interesse anche se irrilevanti ai più, le interpreteranno secondo le loro categorie e le ricombineranno con altre informazioni che io non possiedo, e con il loro punto di vista influenzeranno a loro volta 5, 50 o 500 lettori, e poi altri e altri ancora. E molti che nemmeno mi conoscono e mai leggeranno quello che scrivo saranno indirettamente influenzati, sebbene in minima parte, dalle mie idee come io da quelle di altri.

Ricordatevi perciò che chi deride il vostro blog da 20 accessi al giorno e vi redarguisce dicendovi “ma pensa con la tua testa!” magari ha saputo che vi sbagliate da Bruno Vespa o Filippo Facci.

Bottiglie con messaggi in un mare di nulla

Mercoledì, Giugno 4th, 2008

Il nuovo governo mi ha tolto ogni entusiasmo. Non che prima ne avessi, ma ora sono molto più apatico. Se prima guardavo poca tv, adesso la evito accuratamente. Le persone mi chiedono “hai visto questo? hai saputo quello?” e io gli rispondo sempre allo stesso modo: “No, non guardo la televisione”. Non mi interessa niente del mainstream; non mi interessano l’ultimo fatto di sangue, l’ultimo spunto di cronaca, l’ultimo discorso del Presidente, le interviste ai politici, il reality, il talent. Cosa aggiungono alla mia percezione della realtà? Casomai tolgono qualcosa, o molto.

Preferisco guardare YouTube, dove in mezzo ad un mare di nulla galleggiano bottiglie con messaggi di pura realtà, frammenti di verità, persone coraggiose. Come vorrei che qualcuno domani mi chiedesse “L’hai visto Piero Ricca con Dell’Utri?”

Fiction

Giovedì, Dicembre 20th, 2007

Mi sono sempre chiesto a cosa servissero tutte queste fiction dozzinali che trasmette la Rai (molto più di Mediaset), roba insulsa e banale che infesta le reti pagate dal contribuente a tutte le ore del giorno e della notte, via etere e via satellite. Non parlo delle fiction di regime, quelle di rozza e spudorata propaganda tipo “Soldati di pace” o “Barbarossa” chiesta a gran voce da Bossi, ma di quelle apparentemente senza alcun senso come “Incantesimo”, “Un posto al sole” e la serie di tutte le forze armate.

Mistero svelato: servono a far lavorare attricette da quattro soldi, figlie di papà con l’amico potente. Poi dicono che la Rai non faccia servizio pubblico…

Ma-anchismo

Martedì, Ottobre 23rd, 2007

Accusano gli altri di essere qualunquisti, ma anche il leader dell’”ambientalismo che non dice sempre no” non scherza affatto.

(link diretto alla pagina con il video)

Cattivi maestri

Martedì, Ottobre 16th, 2007

Cosa accadrebbe se un giorno all’improvviso, un pazzo, uno squilibrato, ascoltate quelle accuse contro Tizio o Caio all’improvviso, un brutto mattino premesse il grilletto? Una volta in Italia c’erano i cosiddetti ‘cattivi maestri’ che additavano come nemico un commissario di Polizia, un giornalista, un magistrato e accadeva, purtroppo, che qualcuno pazzo o meno andasse, premesse il grilletto e qualche volta uccidesse. (Mauro Mazza, direttore del TG2)

Oggi abbiamo la televisione.

[via Starless Corner]