Archive for the 'V-Day' Category

Vado

Venerdì, Aprile 25th, 2008

Esco di casa per andare a firmare a favore dei tre referendum del V2-Day per un’informazione libera. Esco di casa perché Napolitano ha detto alla federazione degli editori che “la stampa deve resistere al web“. Ci vogliono a casa, da soli, a guardare le loro tv. E allora esco di casa e vado a cercare l’aggregazione.

Un giornalismo libero

Martedì, Dicembre 11th, 2007

Quanto sarebbe importante un giornalismo libero sui media mainstream? Tantissimo, ne sono certo. Un bell’esempio - al di là del notissimo Report - è costituito da Punto Informatico, quotidiano web che da anni informa il suo affezionato pubblico sulle nefandezze della politica in materia di tecnologia e nuovi media. In questi anni abbiamo potuto apprendere di scandali come tasse a favore della SIAE, legge Urbani, portaloni mangiasoldi stile Italia.it, la Levi-Prodi e l’ultimissima proposta dell’on. Carlucci di donare 20 milioni di euro a fondo perduto alle major della musica, anche quelle internazionali.

Internet non è ancora mainstream e Punto Informatico non ha il seguito di Porta a Porta, ma ha il merito enorme di aver sollevato le questioni e rese pubbliche le proposte di politici che altrimenti l’avrebbero fatta completamente franca, anche dal punto di vista dell’immagine. Nefandezze che si perpetrano in un silenzio mediatico rotto soltanto dai migliori prodotti della rete.

Beppe Grillo non ha tutti i torti se il prossimo V-Day vuole farlo sull’informazione. Ne frattempo… grazie di cuore Punto Informatico!

Cattivi maestri

Martedì, Ottobre 16th, 2007

Cosa accadrebbe se un giorno all’improvviso, un pazzo, uno squilibrato, ascoltate quelle accuse contro Tizio o Caio all’improvviso, un brutto mattino premesse il grilletto? Una volta in Italia c’erano i cosiddetti ‘cattivi maestri’ che additavano come nemico un commissario di Polizia, un giornalista, un magistrato e accadeva, purtroppo, che qualcuno pazzo o meno andasse, premesse il grilletto e qualche volta uccidesse. (Mauro Mazza, direttore del TG2)

Oggi abbiamo la televisione.

[via Starless Corner]

La mia sul V-Day

Mercoledì, Settembre 12th, 2007

V-Day Le TV nazionali lo hanno ignorato, i grandi quotidiani ne hanno dato una versione stravolta. Al contrario tutti i blog hanno parlato in questi giorni del V-Day di Beppe Grillo, anche criticandolo con impeccabili ragionamenti politici come Gennaro Carotenuto, o mancando un po’ il punto come forse Mantellini. L’aspetto curioso è che più o meno tutti in fondo sono d’accordo con Grillo, ma sembra quasi che dichiararsi apertamente suo estimatore sia una cosa da allocchi, come quelli che guardano “Porta a Porta” o “Matrix”: un po’ di puzza sotto il naso, un atteggiamento snob.

Io invece voglio dirlo chiaramente: sono d’accordo al 100% con Beppe Grillo, sono un suo totale estimatore, anche con il suo populismo e il suo qualunquismo. Perché? Fondamentalmente per due motivi. Il primo è che i suoi argomenti sono sacrosanti e quelle cose le abbiamo pensate un po’ tutti anche prima che le dicesse lui. Ma è il secondo aspetto che mi interessa di più.

Dicono che il V-Day ha abbia avuto un enorme successo in termini di partecipazione. Senza TV. Senza giornali. Solo con la rete internet, il web, i blog, il passaparola telematico. Giulietto Chiesa per esempio è uno che non crede affatto nella rete: per mobilitare le masse ci vogliono le televisioni - sostiene -, quindi il primo passo verso qualsiasi cambiamento radicale è conquistarne una per parlare a queste masse. Ebbene, Beppe Grillo e il V-Day hanno dimostrato che la rete mobilita, raggiunge le persone, le chiama a raccolta. Non più numeri, ma facce. D’altra parte una cosa è certa: l’audiance di un sito web è una misurazione molto più accurata e reale di un qualsiasi numero presunto sparato dall’Auditel per le trasmissioni televisive. E i numeri, quelli veri, dicono da qualche anno che il blog di Beppe Grillo è uno dei più visitati del mondo.

Grillo raggiunge le masse. Le accuse più o meno velate di qualunquismo e populismo lasciano il tempo che trovano. Come raggiungere queste masse se si parla in modo troppo sofisticato? Si vogliono raggiungere (almeno lontanamente) i numeri della TV o no? E allora si deve parlare “alla pancia” della gente un po’ come Berlusconi, Bossi o Veltroni. Beppe Grillo almeno parla alla pancia senza rincoglionire mentendo, quanto piuttosto informando e suscitando indignazione, con un linguaggio schietto, semplice e diretto: adatto a raggiungere le masse, appunto. Troppe velleità culturali, troppi sofismi, troppi toni elitari non sono adatti a questo scopo.

Il protagonista dice che non entrerà mai in politica. Gli credo. Non è questo il suo obiettivo, ma mobilitare le masse attraverso un canale ancora libero come internet bypassando il blocco dei media tradizionali. Ha dimostrato che si può fare. Lui è un comico, ha saputo prendere slancio dalla sua popolarità precedente alla rete e ha fatto in modo brillante il primo passo in questa direzione. Sarebbe ora che gli Intellettuali con la I maiuscola, come Giulietto Chiesa (che stimo infinitamente), lasciassero perdere l’irraggiungibile TV e si adoperassero per parlare insieme a Grillo attraverso il canale internet, dando forma più compiuta a questo movimento in cui si riconoscono milioni di persone. Il comico ha aperto la strada, gli intellettuali ne raccolgano il testimone.