Giugno 9th, 2009
Ciò che mi stupisce particolarmente è la delicatezza delle nostre orecchie, che quasi non sopportano più se non titoli altisonanti; vi sono persino alcuni dalle idee religiose così singolari che sopportano piuttosto le più atroci offese contro Gesù Cristo, che il più piccolo scherzo contro il Papa o contro il loro signore, specialmente quando ne vada di mezzo il loro interesse personale.
(Erasmo da Rotterdam, Lettera dedicatoria dell’Elogio della Follia al suo amico Tommaso Moro, 1508)
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Giugno 7th, 2009
Sono pronto a scommettere che la svendita di Alitalia, la condanna di Mills, le squallide passerelle elettorali all’Aquila, l’abuso di voli di stato e di minorenni, le foto dell’harem, la ridicola immagine internazionale, i soldi pubblici regalati alle banche, la sistematica disattesa di tutte le precedenti promesse elettorali… niente di tutto questo intaccherà l’incrollabile fede dell’elettorato berlusconiano. Un po’, forse, solo la cessione di Kakà.
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Giugno 6th, 2009
La chiamata alle urne per l’elettore mi ricorda sempre più quelle acrobazie spericolate al circo, con il presentatore che incalza urlando concitato “Sempre più difficile!”
Gli opposti schieramenti fanno finta di contrapporsi, ma se vai a leggere i programmi (sempre che ci si capisca qualcosa) sono identici. Prendiamo le amministrative. Nel mio comune i programmi del candidato PDL e di quello del PD elencano più o meno le stesse cose: inceneritori, cementificazione da grandi opere, privatizzazione della sanità e naturalmente l’immancabile e vacuo “più aiuti alle famiglie”. E manca la privatizzazione dell’acqua perché… è già in mano ai privati (e le tariffe aumentano di mese in mese). L’unica differenza è che quelli del PD sanno di andare contro la volontà del loro potenziale elettorato e quindi tendono ad essere più criptici ricorrendo a sofisticate perifrasi.
La mia conclusione è che i partiti sono un male non necessario. Quindi a questo giro mi orienterò più alle persone che ai partiti, almeno dove c’è ancora margine. Per esempio per le Europee ci sono De Magistris (indipendente nelle liste IDV) e Alessandro Bottoni (indipendente nelle liste di Sinistra e Libertà), il primo magistrato scomodo per le inchieste sul malaffare politico, il secondo hacktivist per i diritti digitali e la libertà della rete.
Per le amministrative voterò una lista civica. Bisogna stare attenti e scartare le liste civetta, quelle che poi confluiscono nei partiti (che ne sono i promotori occulti). Ma in genere le liste civiche dovrebbero essere svincolate dai partiti, costituite di cittadini come noi, e nessun cittadino vuole inceneritori, acqua privata e cemento a fiumi. Solo i partiti le vogliono. Infiltrare cittadini nei consigli comunali non può che essere un bene. Sarà particolarmente interessante vedere il consenso che raccoglieranno le Liste civiche a 5 stelle, per intendersi quelle sponsorizzate da Beppe Grillo. Un loro eventuale successo potrebbe davvero aprire scenari diversi e departitizzati.
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Giugno 2nd, 2009
In tempo di crisi bisogna tagliare. La sanità, la scuola, l’Università e la ricerca, le pensioni, i contratti di lavoro. D’altra parte non ci sono soldi. Bisogna rinunciare alla vita agiata (?) di una volta, caro inferiore. In una compiuta e matura democrazia occidentale come quella in cui abbiamo la fortuna di vivere, c’è solo una cosa su cui non si può transigere: i privilegi dell’aristocrazia governante. Come possiamo pensare che un’illuminata classe dirigente possa lavorare per il Paese senza 600.000 (seicentomila) autoblu che costano la bellezza di 55 miliardi di euro l’anno? E’ vero che risparmiando quella cifra si potrebbero evitare tagli a servizi pur accessori come quelli citati, ma poi la moglie dell’onorevole come andrebbe a fare shopping? E’ una domanda che non possiamo permetterci. E quando gli sgherri del Re verranno ad esigere i tributi e ci gireranno le scatole, pensiamo che il nostro sacrificio serve una giusta causa.
[via chiamiamoloblog]
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Aprile 29th, 2009
Ogni giorno i profeti del neoliberismo ci ammorbano tessendo le lodi del libero mercato, di questa “legge naturale” che spazza via l’inefficienza e lascia sopravvivere solo i soggetti migliori, genera concorrenza e abbattimenti dei prezzi, con grande beneficio per i consumatori. La realtà è ben diversa e sotto gli occhi di tutti: nessuna “mano invisibile” che regoli alcunché, solo aiuti di Stato a pioggia sulle imprese più vicine e funzionali all’aristocrazia governante, dalle banche alla Fiat, da Impregilo all’Alitalia. Tutte imprese che, se ci fosse davvero il libero mercato, sarebbero sparite da un pezzo, questo sì con grande beneficio per i cittadini. Giova ricordare che le sovvenzioni statali alle imprese sono tipiche del Comunismo. Perciò è lecito chiedersi se viviamo in una felice e compiuta democrazia neoliberista o sotto un totalitarismo abbellito mediaticamente.
E soprattutto chi sia, fra tutti quanti, il vero comunista.
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Marzo 24th, 2009
Tutti purtroppo conoscono la SIAE e la sua sete inestinguibile di denaro: artisti, esercenti, locali pubblici, ma anche i semplici amanti della musica. Se aspettiamo che dall’alto facciano qualcosa per allentarne la morsa mortale stiamo freschi. Dobbiamo pensarci noi, prosciugandone le fonti. Si può fare.
Proprio oggi ho ricevuto in qualità di utente una mail da Jamendo, un servizio che diffonde e promuove la musica libera. Mi esortano a diffondere il loro servizio “pro”, che permette a ristoranti, negozi, bar, locali pubblici in genere di diffondere la musica degli artisti di Jamendo. Il servizio ha un costo contenuto che va a remunerare gli artisti, è molto inferiore alle gabelle del monopolista di Stato, e soprattutto è SIAE-esente: non dovrete più un centesimo alla simpatica Società di Autori ed Editori, assicura Jamendo fornendo un certificato di conformità giuridica. La brochure del servizio è esplicativa.
Naturalmente Jamendo è gratuito per i privati, e ci trovate un sacco di buona musica, nient’affatto inferiore né artisticamente né qualitativamente a quella che potreste trovare sui soliti canali. Sulla mia pagina potete trovare un po’ di musica selezionata da me.
Pensateci e date anche voi il vostro contributo per prosciugare le fonti di sostentamento ai parassiti.
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Febbraio 26th, 2009
Certe notizie valgono più di mille parole per descrivere lo stato di un paese alla deriva, completamente abbandonato a sé stesso mentre l’aristocrazia dei governanti si arroga sempre più privilegi coprendoli con fumo negli occhi dell’elettore-bue.
A sorpresa manca il numero legale nell’Aula del Senato al momento di votare in via definitiva il ddl Brunetta anti-fannulloni. (Repubblica.it)
Il paese dei paradossi, un paese dove si aiutano i poveri “donandogli” carte di credito vuote, dove si combatte il crimine vietando le intercettazioni, dove è obbligatorio lavorare durante gli scioperi ma senza retribuzione, dove c’è libertà di parola ma chi la esercita va in galera. E si potrebbe continuare per ore…
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Febbraio 9th, 2009
Ultimamente ho poca voglia di scrivere. Di temi ce ne vorrebbero imporre tanti, ma sono pressoché inutili. Non che il dolore di una famiglia che dura da 17 anni sia da liquidare come “inutile”, ma è inutile la discussione pubblica che se ne sta facendo mentre sarebbe più opportuno un rispettoso silenzio.
Il punto è proprio che tutti i temi imposti dal duo politica/disinformazione sono chiacchiere inutili che sviano la pubblica attenzione dai temi veramente importanti. Perché il governo si accanisce contro la magistratura? Perché è stata scippata l’inchiesta “Why Not” a De Magistris? Perché si è fermata la procura di Salerno che indagava su quella di Catanzaro? E cosa si sta facendo per fronteggiare la crisi economica oltre a regalare soldi pubblici a banche e case automobilistiche?
Ecco, se i temi fossero questi forse avrei voglia di dire qualcosa. Ma sul processo di imposizione della Teocrazia sul modello di un Fondamentalismo Cattolico, sui fatti privati di una famiglia che soffre, sulle ronde padane… No, non sento il bisogno di dire niente.
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Dicembre 17th, 2008
“Di Pietro ha come unica stella polare se stesso, come unica fedeltà quella alla propria avventura”. (Corriere.it)
E’ quanto scrive il quotidiano Europa per motivare l’ennesima sconfitta elettorale del sedicente centrosinistra. La colpa naturalmente è di Di Pietro, reo di aver raddoppiato i suoi voti. E di quegli stupidi dei cittadini, che come insegna il vero faro del PD, non capiscono niente e votano come gli pare invece di seguire le direttive di partito.
Il sospetto che il PD sia un partito artificioso, vuoto e inutile - in quanto lo spazio in cui vorrebbe collocarsi è già molto ben presidiato dal PDL - non li sfiora nemmeno. Quindi tutti allineati e coperti verso il baratro, sicuri che se si sfracellano la colpa non è loro, ma dell’infida forza di gravità.
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Novembre 29th, 2008

Quella nell’immagine è la famosa Social Card con cui il governo farà l’elemosina di 40 euro al mese ai pochi “fortunati” e testardi che avranno la voglia di mettere in piazza la loro miseria e affrontare la solita imperscrutabile burocrazia.
Guardatela bene. E’ una specie di carta di credito, di quelle ricaricabili. Perché non elargire il ricco bonus con il caro vecchio assegno? La risposta è la solita: non ci guadagnerebbe nessuno. Invece con la carta di credito sì. La emette una banca, e come noto le banche non fanno sconti a nessuno. Ci sono i costi di emissione, ma anche quelli di ricarica. E non solo.
Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica. La produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati. Il circuito di pagamento chiede una percentuale all’esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso. Quindi, auspicando a una compartecipazione dell’esercente alla spesa, sono, a essere ottimisti, altri 6 milioni di spesa statale. Per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste non sono certo esigue perché ammontano a 1 euro a ricarica. Quindi per ogni carta sono 6 euro annui che lo Stato dovrebbe pagare: in ogni caso, applicando ad esempio un costo di 10 centesimi a ricarica, lo Stato comunque versa a Poste italiane circa 800 mila euro in un anno. (Altroconsumo.it)
Guardate meglio: c’è scritto “Poste Italiane”. Lo sapete chi fornisce i servizi bancari delle Poste? Anche qui la risposta è facile. Questi signori non fanno niente per niente: tutto quello che fanno uscire dalle tasche dello Stato (le nostre) rientra sempre nelle loro. E’ un’invariante. Poi per forza non ci sono mai i soldi per fare qualcosa di veramente utile ai cittadini.
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